Inchiesta Arbitri, il Caso Inter-Roma scuote la Serie A: Testimonianza shock

Nuovi dettagli dall'inchiesta della Procura di Milano: il Var avrebbe ignorato un rigore solare su pressione del supervisore Gervasoni

Inchiesta Arbitri, il Caso Inter-Roma scuote la Serie A: Testimonianza shock

Il mondo del calcio italiano si trova nuovamente al centro di un uragano mediatico e giudiziario che rischia di riscrivere la storia recente del campionato di Serie A. Le ultime indiscrezioni emerse dall'inchiesta della Procura di Milano delineano un quadro inquietante sulla gestione della classe arbitrale, portando alla luce quello che alcuni testimoni definiscono il sistema Rocchi. Al centro delle indagini, coordinate dagli inquirenti milanesi, ci sono le dichiarazioni di ben ventinove tra arbitri ed ex arbitri dei massimi campionati nazionali, i quali avrebbero descritto una rete di influenze e pressioni che mina la credibilità dell'intero settore. L'inchiesta, che ha preso slancio nei primi mesi del 2026, punta i riflettori su presunti rapporti non consentiti tra i vertici dell'AIA e i dirigenti dei club, con l'obiettivo di ottenere vantaggi personali o politici all'interno dell'associazione nazionale arbitri.

Uno dei punti più critici dell'intera vicenda riguarda la gestione della tecnologia VAR e l'influenza esercitata dai designatori e dai supervisori durante le partite più delicate della stagione calcistica. In particolare, l'attenzione si è focalizzata sulla sfida tra Inter e Roma disputata il 27 aprile 2025, un match che all'epoca risultava fondamentale per la corsa allo scudetto. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, durante quella partita si sarebbe verificato un episodio che oggi appare come una prova schiacciante di una gestione arbitrale opaca. Un contatto proibito in area di rigore tra il difensore giallorosso Evan Ndicka e il nerazzurro Yann Bisseck non fu sanzionato, nonostante l'evidenza delle immagini trasmesse in diretta mondiale. Le testimonianze raccolte suggeriscono che non si sia trattato di un semplice errore umano, ma di una precisa indicazione giunta dai vertici di comando.

La figura chiave in questo specifico episodio sarebbe quella di Andrea Gervasoni, supervisore di giornata in sala VAR. Le carte dell'inchiesta riportano una testimonianza shock secondo cui, mentre l'assistente al video segnalava la necessità di una revisione per un fallo netto, il VAR avrebbe risposto in modo perentorio: fatti i fatti tuoi. Questo silenzio forzato sarebbe stato suggerito o imposto proprio da Gervasoni, impedendo all'arbitro di campo, Michael Fabbri, di rivedere l'azione al monitor di bordo campo. L'esposto presentato dall'ex assistente Domenico Rocca ha sollevato interrogativi pesanti sul perché in altre occasioni, come nel match tra Udinese e Parma, il designatore Gianluca Rocchi fosse intervenuto prontamente per richiamare i direttori di gara, mentre in Inter-Roma sia calato un silenzio assordante e complice.

Le conseguenze di tali decisioni hanno avuto un impatto diretto sulla classifica finale del campionato italiano. L'errore ammesso successivamente dalla stessa Commissione Arbitrale durante un raduno ufficiale, ha potenzialmente privato l'Inter di punti decisivi nella volata finale contro il Napoli, che poi si è aggiudicato il titolo di campione d'Italia. Questo scenario alimenta il sospetto che la gestione degli episodi chiave non seguisse criteri di uniformità regolamentare, ma logiche di opportunità politica o di potere. Il cosiddetto sistema Rocchi viene descritto dai testimoni come un metodo di lavoro basato su contatti telefonici costanti tra il designatore e i vertici delle società, una pratica esplicitamente vietata dai regolamenti vigenti ma che, secondo l'accusa, veniva utilizzata per mantenere equilibri di potere e garantirsi il favore dei club più influenti nel panorama della Serie A.

La mancanza di trasparenza riguardo agli audio della sala VAR di quella serata del 27 aprile 2025 è un altro tassello fondamentale del puzzle investigativo. Nonostante le ripetute richieste di chiarezza da parte degli organi di stampa e dei tifosi, quelle registrazioni non sono mai state rese pubbliche integralmente, alimentando dubbi sulla reale dinamica delle comunicazioni tra il VAR Marco Di Bello, l'AVAR Marco Piccinini e il supervisore designato. L'inchiesta della Procura di Milano cerca ora di far luce su questi buchi neri, analizzando non solo i tabulati telefonici ma anche le dinamiche interne all'AIA che avrebbero portato a una sorta di sottomissione psicologica di alcuni direttori di gara verso i propri superiori gerarchici. Il clima di omertà che sembrava regnare è stato rotto solo dalle denunce coraggiose di chi, sentendosi danneggiato o testimone di palesi ingiustizie, ha deciso di collaborare con la giustizia ordinaria italiana.

Pubblicato Martedì, 28 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 28 Aprile 2026

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