La nuova stagione della Serie A si apre sotto il segno del cambiamento e delle grandi ambizioni, con il Milan di Ruben Amorim che lancia un segnale chiarissimo a tutto il campionato. Nella serata del 24 agosto 2026, i rossoneri hanno espugnato lo Stadio Olimpico Grande Torino per 2-1, superando un Torino combattivo ma meno lucido nei momenti chiave. La sfida, valida per la prima giornata, non era solo il debutto stagionale, ma rappresentava il primo vero banco di prova per il progetto tecnico dell'allenatore portoghese, arrivato a Milano con il compito di riportare il club ai vertici del calcio europeo e nazionale.
Il match ha vissuto due fasi ben distinte. Nel primo tempo, il Milan ha messo in mostra un calcio fluido, caratterizzato da un pressing asfissiante e un possesso palla volto a disorientare la difesa granata. Samuel Chukwueze è apparso in una condizione fisica straripante, seminando costantemente il panico sulla fascia destra e cercando con insistenza la testa di Cisse e gli inserimenti di Ramos. Nonostante un dominio territoriale quasi assoluto, la squadra di Amorim ha faticato a concretizzare, trovando sulla propria strada un Mascardi molto attento tra i pali del Torino. La formazione di casa, guidata in panchina da un grande ex come Ignazio Abate, ha provato a chiudere ogni varco, puntando sulle ripartenze veloci per innescare Simeone, apparso però troppo isolato tra le maglie della difesa rossonera.
La ripresa ha visto un cambio di marcia deciso. Dopo i primi minuti di equilibrio, in cui il Torino ha provato ad alzare il baricentro rendendosi pericoloso con un paio di cross insidiosi, Ruben Amorim ha deciso di pescare dalla panchina, dimostrando la profondità di una rosa costruita per competere su più fronti. L'ingresso in campo di Luka Modric e Adrien Rabiot ha conferito maggiore ordine e fisicità al centrocampo milanista. Al minuto 64, la svolta: un'azione corale partita da un recupero di Musah ha liberato al cross il giovane talento Cisse. L'attaccante, reduce da una stagione straordinaria con il Catanzaro e fortemente voluto dalla dirigenza rossonera, ha controllato la sfera e ha fulminato il portiere avversario con un destro chirurgico in controtempo, siglando la sua prima rete ufficiale con la maglia del Milan.
Il raddoppio è arrivato soltanto centoventi secondi dopo, a dimostrazione della capacità del Milan di azzannare la partita nei momenti di sbandamento dell'avversario. Un ottimo lavoro in fase difensiva di Saelemaekers ha permesso a Chukwueze di ricevere palla sulla trequarti; il nigeriano ha pennellato un cross perfetto sul secondo palo, dove il solito Adrien Rabiot si è avventato con i tempi giusti per depositare in rete il gol del 2-0. La gara sembrava virtualmente chiusa, ma il Torino ha avuto il merito di non arrendersi. I granata hanno colpito un legno con Njie e sprecato un'occasione monumentale con Aboukhlal, prima che Che Adams, al 93', trasformasse una punizione magistrale accorciando le distanze. Nonostante il brivido finale, l'arbitro Zufferli ha fischiato la fine subito dopo la ripresa del gioco, sancendo la vittoria dei rossoneri.
Questo successo permette al Milan di rispondere immediatamente alle vittorie di Inter, Napoli e Juventus, confermando che la lotta per lo scudetto nel 2026 sarà una questione estremamente serrata. Per Ruben Amorim si tratta di un esordio ideale: la squadra sembra già aver metabolizzato i suoi principi tattici, mostrando una maturità non comune per essere soltanto alla fine di agosto. Per il Torino di Abate, invece, resta il rammarico per una gestione troppo timida del primo tempo, ma la reazione nel finale lascia ben sperare per il prosieguo della stagione, in cui i granata punteranno a un posto nelle competizioni europee.

