La nuova era di Maurizio Sarri sulla panchina della Atalanta inizia con un pareggio che lascia l'amaro in bocca ai tifosi accorsi al Gewiss Stadium in questa serata del 20 agosto 2026. Il debutto ufficiale nei playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv si è trasformato in un test di resistenza tattica e fisica, reso ancor più complicato dalle condizioni meteorologiche avverse che hanno flagellato Bergamo durante tutto l'arco della partita. Nonostante i pronostici della vigilia indicassero la compagine orobica come netta favorita, il verdetto del campo ha restituito uno 0-0 specchio di una squadra ancora in fase di rodaggio, lontana dai meccanismi fluidi richiesti dal tecnico toscano.
Il passaggio dalla storica difesa a tre di stampo gasperiniano al dinamico 4-3-3 di Maurizio Sarri è apparso ancora un cantiere aperto. La scelta di affidare le chiavi del centrocampo a Gianluca Gaetano come regista basso, affiancato dalle incursioni di Nicola Zalewski e dalla qualità di Giacomo Raspadori, ha prodotto un possesso palla sterile per lunghi tratti della prima frazione. La pioggia battente ha rallentato la circolazione della sfera, favorendo il piano difensivo dell'Hapoel Tel Aviv, capace di chiudere ogni varco centrale e di ripartire con pericolosità. Proprio nelle fasi iniziali, la Dea ha rischiato di capitolare: solo un intervento prodigioso di Marco Carnesecchi ha impedito a Boateng di sbloccare il risultato, confermando come il portiere azzurro sia ormai una certezza assoluta del panorama internazionale in questo 2026.
Oltre al risultato deludente, la notizia più preoccupante per l'ambiente nerazzurro riguarda l'infortunio di Giorgio Scalvini. Il pilastro della difesa azzurra e dell'Atalanta è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco alla mezz'ora per un problema muscolare che appare serio. Al suo posto è subentrato il neoacquisto Kristensen, il quale ha mostrato evidenti difficoltà di adattamento ai ritmi del calcio italiano e alle richieste tattiche di Sarri. L'assenza prolungata di Scalvini potrebbe pesare enormemente sull'avvio di stagione, privando la squadra non solo di un difensore d'élite, ma anche del primo costruttore di gioco dal basso, fondamentale per lo sviluppo della manovra cercata dall'allenatore.
Nella ripresa, il canovaccio tattico non è cambiato drasticamente, nonostante l'Hapoel Tel Aviv abbia iniziato con un piglio ancor più aggressivo. La manovra dell'Atalanta ha faticato a trovare sbocchi sulle fasce, dove Raoul Bellanova e Bernasconi sono apparsi troppo timidi nel sovrapporsi ai due esterni d'attacco. Tuttavia, l'ingresso in campo di Nikola Krstovic e del giovane talento Cassa ha dato una scossa emotiva e tecnica alla squadra. L'attaccante montenegrino, ex Lecce, ha portato quella fisicità che a Gianluca Scamacca è mancata oggi, impegnando severamente la retroguardia israeliana nei minuti finali con una serie di spizzate aeree e sponde intelligenti che hanno alzato il baricentro della squadra.
Il finale di partita è stato un vero e proprio assedio orobico, con il portiere ospite Tzur che si è trasformato nell'eroe della serata. In pieno recupero, l'estremo difensore israeliano ha compiuto un doppio miracolo, prima respingendo una conclusione ravvicinata di Nikola Krstovic e poi superandosi sulla ribattuta a botta sicura di Giacomo Raspadori. È stata la fotografia di una partita stregata, in cui la palla non voleva saperne di entrare, lasciando ai padroni di casa solo la consapevolezza di dover lavorare duramente per trasformare il potenziale offensivo in reti concrete. La delusione del pubblico di casa è palpabile, ma la prestazione nel finale lascia qualche barlume di speranza per il proseguo del cammino europeo.
In vista del ritorno, che si disputerà tra sette giorni sul campo neutro di Miskolc, in Ungheria, l'Atalanta dovrà cambiare marcia. Lo stadio del Diósgyőri ospiterà una sfida da dentro o fuori che deciderà le sorti europee del club. Una mancata qualificazione alla fase a gironi della Conference League sarebbe un duro colpo per il progetto tecnico appena iniziato, privando Sarri della possibilità di ruotare la rosa e di testare i nuovi acquisti in contesti internazionali competitivi. La sensazione è che la squadra abbia bisogno di ritrovare la lucidità negli ultimi trenta metri e, soprattutto, di recuperare l'equilibrio difensivo perso con l'uscita di scena di Scalvini, la cui entità del danno sarà valutata nelle prossime ore dallo staff medico a Zingonia.

