Il cammino di avvicinamento al Mondiale 2026 entra nel vivo e le amichevoli internazionali di questa settimana hanno regalato verdetti tanto inaspettati quanto significativi, rimescolando le gerarchie percepite tra le grandi potenze del calcio europeo e le emergenti realtà degli altri continenti. La serata è stata segnata da risultati che hanno scosso le certezze di alcune delle favorite per il titolo finale, dimostrando come il gap tecnico globale si stia progressivamente riducendo a ridosso della manifestazione più prestigiosa del pianeta.
La sorpresa più eclatante arriva direttamente dalla sfida tra Francia e Costa d’Avorio. I transalpini, guidati dall'esperto Didier Deschamps, sono scesi in campo con una formazione che mescolava veterani e giovani promesse, cercando di affinare i meccanismi tattici in vista del debutto iridato. Dopo una fase di studio iniziale, la Francia è riuscita a portarsi in vantaggio proprio allo scadere del primo tempo, al minuto 45, grazie a una splendida intuizione di Cherki, servito magistralmente da Konaté. Sembrava il preludio a una serata di ordinaria amministrazione per i campioni in carica di Parigi, ma la ripresa ha raccontato una storia completamente diversa.
Al rientro dagli spogliatoi, la Costa d’Avorio ha alzato il baricentro, pressando alto e mettendo in crisi la manovra francese. Al 53’, un errore in fase di disimpegno ha permesso a Pepé di innescare Guela Doué, che con freddezza ha siglato la rete del pareggio. Nonostante i cambi operati da Deschamps, che ha inserito forze fresche per cercare di ristabilire le gerarchie, i Bleus sono apparsi stanchi e poco lucidi. All’84’, il dramma sportivo si è compiuto: ancora Guela Doué, in serata di grazia, ha vestito i panni dell'assistman per Diallo, che ha firmato il definitivo 2-1 in rimonta. Da segnalare la prova opaca dei rappresentanti della Serie A: il centrocampista del Milan, Rabiot, è apparso sottotono per i sessanta minuti in cui è rimasto in campo, mentre Maignan non ha potuto nulla sui gol subiti. Solo una manciata di minuti nel recupero per l'interista Thuram, troppo pochi per incidere.
Non è andata meglio alla Spagna, che è stata bloccata sul pareggio da un solido Iraq. Le Furie Rosse di Luis De La Fuente avevano iniziato il match con il piglio giusto, trovando il vantaggio già al 16’ grazie all'asse collaudato del Barcellona: un filtrante chirurgico di Dani Olmo ha liberato Ferran Torres, freddissimo nel trafiggere il portiere avversario. Tuttavia, il possesso palla sterile degli iberici non ha prodotto il raddoppio e l'Iraq ha saputo soffrire, colpendo alla prima vera occasione. Al 27’, una disattenzione difensiva collettiva ha permesso a Hashem di servire Doski, autore dell'1-1 che ha gelato i tifosi spagnoli. Nonostante un assedio finale durato quasi tutto il secondo tempo, la Spagna non è riuscita a scardinare il muro difensivo eretto dagli asiatici, evidenziando limiti realizzativi che potrebbero diventare un problema serio durante il Mondiale 2026.
La serata delle amichevoli ha offerto spunti interessanti anche su altri campi europei e internazionali. In Svezia, i padroni di casa sono stati protagonisti di un match pirotecnico contro la Grecia, terminato sul punteggio di 2-2. Gli ellenici erano passati in vantaggio al 10’ con Tsimikas, ma la reazione svedese è stata veemente nella ripresa. Il solito Gyokeres al 53’ e Nilsson al 69’ sembravano aver messo in cassaforte il risultato per gli scandinavi. Tuttavia, il calcio sa essere crudele e al 95’, nell'ultima azione della partita, Masounas ha trovato la deviazione vincente regalando un pareggio insperato alla Grecia e lasciando la Svezia con l'amaro in bocca proprio a pochi mesi dal grande appuntamento internazionale.
Unica tra le grandi a rispettare i favori del pronostico senza troppi affanni è stata la nazionale dell'Iran. Impegnati contro il Mali, i persiani hanno mostrato una solidità difensiva e una cinicità offensiva invidiabile. Le reti di Ezatolahi al 12’ e di Rezaeian al 55’ hanno fissato il punteggio sul 2-0 finale. La prestazione dell'Iran conferma la crescita costante del movimento calcistico in Asia, ponendo la squadra come una possibile mina vagante per i prossimi gironi mondiali. Questi risultati sottolineano come, nel calcio moderno, la preparazione atletica e l'organizzazione tattica possano spesso colmare il divario tecnico, obbligando nazionali come Francia e Spagna a non sottovalutare alcun avversario se vogliono davvero puntare alla vetta del mondo nel 2026.

