Il calciomercato della Juventus sta entrando in una fase di fibrillazione estrema in questo caldo luglio 2026, con la dirigenza bianconera impegnata a ridisegnare completamente il reparto avanzato. La necessità di fornire a Luciano Spalletti un terminale offensivo di spessore è diventata la priorità assoluta per Giovanni Carnevali e Frederic Massara, che stanno lavorando incessantemente per sbloccare una situazione di stallo che rischia di condizionare l'inizio della preparazione atletica. L'obiettivo è chiaro: garantire al tecnico toscano una punta centrale capace di integrarsi nei suoi schemi tattici fluidi, dove il movimento senza palla e la capacità di dialogo con i trequartisti sono requisiti fondamentali per competere ai massimi livelli nazionali ed europei.
In questo scenario complesso, il nome di Jeff Ekhator è finito improvvisamente al centro di un possibile incastro di mercato. Il giovanissimo talento classe 2006, prelevato soltanto poche settimane fa dal Genoa dopo una stagione esaltante in maglia rossoblù, potrebbe già salutare la Continassa per un'esperienza formativa altrove. Nonostante la grande stima che il club nutre nei suoi confronti, l'esigenza di arrivare a un profilo più esperto e pronto nell'immediato sta spingendo la Juventus a valutare sacrifici tecnici temporanei. L'idea che sta prendendo corpo nelle ultime ore è quella di uno scambio di prestiti con il Parma, società che ha messo nel mirino il giovane attaccante italiano per rinforzare il proprio organico in vista di una stagione che si preannuncia ambiziosa per i gialloblù emiliani.
L'obiettivo principale di questo possibile asse con l'Emilia è Mateo Pellegrino, l'attaccante argentino che tanto bene ha fatto nell'ultima stagione con la maglia del Parma. La valutazione del calciatore si aggira intorno ai 30 milioni di euro, una cifra importante che la Juventus vorrebbe dilazionare o gestire attraverso una formula creativa. La proposta sul tavolo prevede un prestito oneroso per l'argentino con un diritto di riscatto che diventerebbe obbligo al raggiungimento di determinati obiettivi stagionali, mentre Jeff Ekhator farebbe il percorso inverso approdando al Tardini in prestito con diritto di riscatto e, soprattutto, un contro riscatto a favore della Vecchia Signora. Questa clausola è considerata vitale dalla dirigenza torinese, intenzionata a mantenere il controllo sul futuro di un ragazzo considerato tra i migliori prospetti del calcio nazionale.
Tuttavia, prima di affondare il colpo decisivo per Mateo Pellegrino, la Juventus è costretta ad attendere l'evolversi della trattativa regina dell'estate: quella per Randal Kolo Muani. Il centravanti francese del Paris Saint-Germain rimane il sogno proibito di Luciano Spalletti, ma le negoziazioni con il club parigino sono tutt'altro che semplici. Questa settimana è considerata decisiva per capire se il PSG aprirà alla cessione a cifre ragionevoli o se le richieste rimarranno fuori portata per le casse bianconere. Qualora l'affare per il francese dovesse definitivamente tramontare, Carnevali virerebbe immediatamente sull'opzione Pellegrino, cercando di chiudere l'accordo con il Parma nel minor tempo possibile per evitare inserimenti di altri club europei interessati all'argentino.
Un altro tassello fondamentale per la chiusura dell'operazione riguarda le condizioni fisiche di Jeff Ekhator. Il giovane attaccante ha infatti rimediato un infortunio durante l'ultima amichevole disputata contro il Basilea sabato scorso, un imprevisto che ha fatto scattare l'allarme nello staff medico bianconero. Nella giornata di domani sono previsti esami strumentali approfonditi presso il J-Medical di Torino, ma le prime sensazioni che filtrano dall'ambiente juventino inducono all'ottimismo. Se, come si spera, lo stop dovesse rivelarsi di breve entità, il via libera per il trasferimento a Parma non incontrerebbe ostacoli burocratici o fisici, permettendo al ragazzo di iniziare il ritiro agli ordini della sua nuova squadra già nei prossimi giorni.
Il tempo però stringe e la pressione su Spalletti aumenta. Il tecnico ha sottolineato più volte quanto sia difficile costruire un'identità di gioco senza avere a disposizione i protagonisti principali della manovra offensiva. La Juventus del 2026 punta a essere una squadra moderna, aggressiva e dinamica, ma senza una punta di ruolo che sappia dare profondità e peso all'attacco, gran parte del lavoro tattico rischia di restare incompiuto. La dirigenza ne è consapevole e, tra la pista internazionale che porta a Parigi e quella nazionale verso Parma, la sensazione è che entro la fine della settimana il volto del nuovo numero nove della Juventus sarà finalmente svelato ai tifosi, ansiosi di vedere la squadra tornare a lottare per il vertice della classifica.

