Allarme attacco in casa Juventus: Spalletti chiede rinforzi dopo lo stallo di Basilea

Il pareggio a reti bianche contro gli svizzeri e l'infortunio di Ekhator evidenziano le lacune offensive: il mercato diventa una priorità assoluta per i bianconeri

Allarme attacco in casa Juventus: Spalletti chiede rinforzi dopo lo stallo di Basilea

Il sole di luglio illumina il rettangolo di gioco del St. Jakob-Park, ma le nubi che si addensano sopra il futuro offensivo della Juventus sembrano farsi sempre più cupe. L'amichevole contro il Basilea, svoltasi il 19 luglio 2026, ha lasciato in dote a Luciano Spalletti più dubbi che certezze, trasformando un semplice test estivo in un campanello d'allarme impossibile da ignorare. Non è tanto il risultato finale, uno 0-0 che nel calcio di preparazione può starci, quanto la cronica e preoccupante sterilità sotto porta di una squadra che aspira a tornare sul tetto d'Italia. La compagine svizzera, reduce da un quinto posto in Super League e guidata in panchina dall'ex bandiera bianconera Stephan Lichtsteiner, ha mostrato una solidità difensiva che la Juventus non è mai riuscita a scalfire seriamente, nonostante l'ampio turnover offensivo operato dal tecnico toscano.

La sfortuna ha poi deciso di metterci lo zampino proprio quando Spalletti cercava risposte dai nuovi innesti. La scelta di puntare dal primo minuto su Ekhator, il giovane talento prelevato dal Genoa su cui la dirigenza ha investito cifre importanti, sembrava il segnale di una nuova gerarchia. Tuttavia, la sua partita è durata meno di trenta minuti a causa di un infortunio muscolare che appare subito serio. Questo stop forzato rischia di compromettere l'intera preparazione del ragazzo proprio nel momento cruciale dell'inserimento tattico. Al suo fianco, i vari Zhegrova, Adzic e Boga hanno provato a inventare spazi tra le maglie strette del Basilea, ma la manovra è apparsa lenta e prevedibile, priva di quel guizzo necessario per scardinare difese chiuse. L'ingresso di Openda nella ripresa non ha sortito gli effetti sperati: l'attaccante belga è parso ancora lontano dalla forma migliore, svogliato e poco inserito nei meccanismi collettivi, confermando le perplessità emerse già nel finale della scorsa stagione.

La situazione si fa critica se si osserva la panchina e le assenze. Jonathan David è ancora a riposo dopo le fatiche del Mondiale disputato con il Canada, e il suo rientro non sarà immediato. Senza il suo apporto, la Juventus perde il terminale principale, ma l'idea che l'intero peso dell'attacco debba ricadere su un solo uomo preoccupa non poco lo staff tecnico. Anche i giovani Oboavwoduo e Licina, lanciati nella mischia nel secondo tempo, hanno mostrato buona volontà ma una comprensibile acerbità sotto porta. Se non fosse stato per un rigore parato da Mattia Perin nel finale, la Juventus sarebbe tornata dalla Svizzera addirittura con una sconfitta, un esito che avrebbe reso il clima ancora più pesante attorno alla Continassa.

Il mercato diventa dunque l'unico porto sicuro a cui approdare. Il nome di Dusan Vlahovic continua a gravitare nell'orbita bianconera, ma la questione è puramente economica: il suo entourage chiede cifre che la Juventus, al momento, non sembra intenzionata a sborsare, preferendo monitorare profili più funzionali al gioco di Spalletti. La pista che porta a Randal Kolo Muani resta la più suggestiva ma anche la più difficile. Il Paris Saint-Germain non ha intenzione di fare sconti sui 45 milioni richiesti, preferendo tenere il giocatore ai margini del progetto piuttosto che svenderlo. Parallelamente, Carnevali e Massara stanno lavorando sottotraccia con il Parma per Mateo Pellegrino, ma la valutazione di 35 milioni fatta dal club emiliano è considerata eccessiva per le attuali casse bianconere.

In questo scenario, emerge la figura di Luciano Spalletti, un allenatore che storicamente ha sempre saputo valorizzare i propri centravanti. Basti pensare a quanto fatto con Osimhen a Napoli. Nonostante la Juventus abbia chiuso lo scorso campionato con il terzo miglior attacco della Serie A segnando 61 reti, il distacco siderale dall'Inter (89 gol) e il sorpasso subito dal sorprendente Como (65 gol) evidenziano un gap qualitativo che va colmato al più presto. Con Kenan Yildiz ancora ai box per una condizione fisica precaria, la necessità di un numero nove puro, capace di garantire almeno venti reti stagionali, diventa vitale. La dirigenza dovrà agire con rapidità e ingegno per regalare al tecnico la pedina mancante, prima che l'inizio del campionato trasformi questa emergenza estiva in un problema strutturale difficilmente risolvibile in corso d'opera.

Pubblicato Domenica, 19 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 19 Luglio 2026

Marco P.

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