Il primo satellite commerciale cinese per il rifornimento in orbita, "Hukeda-2", ha completato con successo un test di rifornimento a bassa quota. Lanciato la scorsa settimana dal centro spaziale di Jiuquan, il satellite ha raggiunto un'altitudine tra 530 e 540 km su un'orbita eliosincrona. Durante la missione, ha eseguito manovre di avvicinamento e simulazione di rifornimento utilizzando un braccio robotico flessibile.
La peculiarità di questo satellite è proprio il suo braccio flessibile, progettato per estendere la vita operativa dei satelliti già in orbita. Questa manovra rappresenta un passo avanti significativo nello sviluppo di tecnologie per la manutenzione orbitale. Il progetto Hukeda-2 è frutto della collaborazione tra l'Università di Scienza e Tecnologia dello Hunan e la Suzhou Sanyuan Aerospace Technology, ed è considerato il primo progetto commerciale di questo tipo realizzato senza il coinvolgimento di aziende statali.
Il braccio robotico, simile a una proboscide o al tentacolo di un polpo, è in grado di piegarsi, torcersi e afferrare oggetti in spazi ristretti. È composto da sezioni interconnesse, simili a molle, controllate da motori e cavi. All'estremità, presenta un ugello progettato per essere inserito nella porta di rifornimento del satellite bersaglio.
Secondo quanto riportato, la simulazione di rifornimento è avvenuta a una velocità orbitale di circa 27.000 km/h, una sfida che i progettisti hanno paragonato a "infilare un ago nello spazio". Tuttavia, non è chiaro se l'attracco sia avvenuto con un altro satellite o se i test siano stati condotti all'interno di un'unica piattaforma. L'immagine del satellite nello spazio fornita dalla società mostra solo il satellite di rifornimento con il suo braccio.
In futuro, il satellite testerà anche un dispositivo gonfiabile di 2,5 metri di diametro, progettato per aumentare la resistenza atmosferica del satellite, consentendogli di rientrare nell'atmosfera in modo più rapido e controllato. In questo modo, Hukeda-2 dimostra un approccio completo, che non si limita al rifornimento, ma affronta anche il problema dei detriti spaziali. Secondo i progettisti, il successo del test conferma che la tecnologia è pronta per essere utilizzata in condizioni estreme di velocità e sbalzi di temperatura.
Questo risultato apre nuove prospettive per prolungare la durata dei costosi satelliti e ridurre la quantità di detriti in orbita. Di fatto, si tratta di un ulteriore passo avanti nella serie di esperimenti cinesi sulla manutenzione orbitale, incluso il test Shijian-25 dello scorso anno in orbita geostazionaria. La natura commerciale del progetto Hukeda-2 sottolinea il ruolo crescente delle aziende private nel programma spaziale cinese e potrebbe gettare le basi per future "stazioni di rifornimento spaziali", in grado di supportare altri veicoli spaziali e promuovere un'esplorazione spaziale sostenibile. Il successo di Hukeda-2 rappresenta un significativo passo avanti per la Cina nel campo della tecnologia spaziale e apre nuove prospettive per la gestione e la sostenibilità delle operazioni in orbita. Questo progetto dimostra come l'innovazione tecnologica possa contribuire a ridurre i detriti spaziali e a prolungare la vita operativa dei satelliti, con importanti implicazioni economiche e ambientali. La combinazione di rifornimento in orbita e rientro controllato nell'atmosfera terrestre rappresenta un approccio integrato per affrontare le sfide poste dall'esplorazione spaziale.

