La Cina sorpasserà gli USA nella scienza? Una rivoluzione silenziosa

Analisi e previsioni sulla crescita scientifica cinese: infrastrutture, investimenti e collaborazioni internazionali ridefiniscono gli equilibri globali

La Cina sorpasserà gli USA nella scienza? Una rivoluzione silenziosa

Mentre alcuni studiosi si dedicano all'esplorazione delle discipline scientifiche, altri focalizzano la loro attenzione sulla storia e l'evoluzione della scienza stessa. Questi processi, spesso lenti e graduali, possono non avere impatti immediati come il lancio del primo satellite sovietico nello spazio. Tuttavia, l'analisi dello sviluppo scientifico permette di prevedere tendenze future, e le attuali indicazioni suggeriscono una crescita notevole della Cina in questo campo.

Negli ambienti accademici americani, si tende a collegare le difficoltà degli Stati Uniti alle politiche dell'ex presidente Donald Trump. L'articolo "The Shocking Speed of China’s Scientific Rise" pubblicato su The Atlantic non fa eccezione. Dopo l'insediamento dell'amministrazione Trump, i finanziamenti alla ricerca hanno subito delle sospensioni. Ad esempio, nell'agosto scorso, il Ministero della Salute e dei Servizi Umani ha cancellato 500 milioni di dollari destinati alla ricerca sui vaccini mRNA, una tecnologia cruciale nella lotta contro le pandemie.

Si stima che oltre 10.000 dottori di ricerca abbiano lasciato il servizio federale, causando un blocco in settori chiave come l'informatica e la biomedicina. È importante notare che i tagli ai programmi scientifici hanno interessato principalmente aree sociali come la diversità sessuale, la sanità orientata alla razza, il clima e altri studi sulla società e l'ambiente. Questi ambiti, pur essendo importanti, potrebbero essere percepiti come meno urgenti rispetto ad altre priorità immediate, soprattutto in un contesto di risorse limitate e sfide globali incalzanti come il cambiamento climatico e le nuove minacce alla salute pubblica.

A difesa dell'amministrazione statunitense, va detto che esperti americani in scienze non umanistiche hanno sollecitato pubblicamente per oltre 20 anni un cambiamento negli approcci all'istruzione negli USA. Il problema, quindi, non è nuovo e non si risolve con una semplice ridistribuzione dei finanziamenti. Già venticinque anni fa, si percepiva un senso di frustrazione negli articoli che lamentavano: "Mentre noi formiamo avvocati ed economisti, la Cina forma tecnici". E concludevano con una nota pessimistica: "Non finirà bene". Questa preoccupazione riflette una crescente consapevolezza della necessità di investire in competenze scientifiche e tecnologiche per mantenere la competitività economica e strategica a livello globale.

Un'analisi globale delle attività degli scienziati cinesi rivela un quadro diverso rispetto agli USA. Negli ultimi decenni, la Cina ha creato un'infrastruttura di ricerca di vasta portata, dotata delle migliori attrezzature e di un'attenta selezione dei talenti. Un fattore chiave del successo cinese è stato l'aumento senza precedenti dei finanziamenti. Nel 1991, la Cina ha speso 13 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo (circa 31 miliardi di dollari attuali), mentre oggi la spesa annuale supera gli 800 miliardi di dollari, posizionandosi al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Questo massiccio investimento ha permesso alla Cina di recuperare rapidamente il divario con i paesi leader nella ricerca scientifica e di diventare un attore sempre più influente nel panorama scientifico globale.

Il governo statunitense ha annunciato un piano per una crescita annuale del bilancio scientifico del 7% nei prossimi cinque anni. Tuttavia, secondo le previsioni della rivista Nature, la spesa pubblica cinese per la scienza supererà quella americana entro il 2029. La popolazione cinese, quattro volte superiore a quella americana, e una cultura che sostiene attivamente la scienza, permettono alle università del paese di rilasciare il doppio dei diplomi STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) rispetto agli USA, e quasi il doppio dei dottorati. Questo divario nella formazione scientifica rappresenta una sfida significativa per gli Stati Uniti e solleva interrogativi sulla loro capacità di mantenere la leadership scientifica nel lungo termine.

Negli ultimi dieci anni, gli scienziati cinesi sono stati i più prolifici in termini di pubblicazioni. Inizialmente, alcune di queste erano di bassa qualità a causa degli incentivi economici per ogni articolo pubblicato, ma il governo ha interrotto i sussidi e ha in gran parte posto fine alla produzione di massa di lavori di bassa qualità. Ora, i criteri per la pubblicazione di articoli scientifici sono più rigorosi e ciò si riflette nella loro qualità: la quota della Cina nei lavori scientifici mondiali più citati è in aumento. Nel 2023, gli scienziati cinesi hanno prodotto 58.000 delle circa 190.000 pubblicazioni più influenti al mondo, secondi solo agli Stati Uniti in questa classifica, un dato difficile da falsificare, secondo la professoressa Caroline Wagner dell'Università statale dell'Ohio. Questo aumento della qualità delle pubblicazioni scientifiche cinesi testimonia un impegno crescente verso la ricerca di eccellenza e un impatto sempre maggiore sulla comunità scientifica internazionale.

Un indicatore ancora più prezioso della crescita scientifica cinese è lo studio delle collaborazioni internazionali. L'analisi di quasi 6 milioni di team scientifici misti attraverso il machine learning ha mostrato che, nei progetti congiunti tra USA e Cina, la quota di autori principali provenienti da istituzioni cinesi è aumentata dal 30% nel 2010 al 45% nel 2023. Gli autori prevedono che la Cina raggiungerà gli USA in questo parametro già l'anno prossimo o al massimo nel 2028. Questo aumento della partecipazione cinese in ruoli di leadership nelle collaborazioni scientifiche internazionali indica una crescente fiducia nelle capacità degli scienziati cinesi e una maggiore influenza nella definizione delle priorità di ricerca a livello globale.

Inoltre, nelle scienze applicate, come la chimica e la scienza dei materiali, la Cina ha già raggiunto o superato l'America nello sviluppo e nella produzione di batterie avanzate, veicoli elettrici e celle solari, come dimostrano le tecnologie reali. Questo successo nelle scienze applicate è il risultato di un forte impegno verso la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative e di una politica industriale che promuove la crescita di settori strategici come l'energia rinnovabile e la mobilità elettrica.

In conclusione, l'autore sottolinea che la vera leadership della Cina nella scienza si manifesterà nelle scoperte rivoluzionarie, difficili da valutare a causa dei ritardi nella pubblicazione e nella citazione. I premi Nobel e i brevetti arrivano con anni di ritardo, ma la storia insegna che l'importanza delle scoperte rivoluzionarie viene spesso compresa più tardi: la polvere da sparo e la carta sono state inventate in Cina secoli prima che in Europa, ma hanno cambiato il mondo secoli dopo. Se la Cina raggiungerà l'apice della scienza mondiale, la storia della scienza sarà riscritta e gli ottant'anni di dominio statunitense in questo campo potrebbero apparire solo come un lampo nel contesto dell'attività scientifica cinese.

Pubblicato Sabato, 28 Marzo 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Sabato, 28 Marzo 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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