L'IA ritorna al passato: le Università USA riscoprono gli esami orali

Per contrastare l'uso di chatbot, i docenti americani riscoprono gli esami orali come strumento di valutazione

L'IA ritorna al passato: le Università USA riscoprono gli esami orali

L'avvento dell'intelligenza artificiale ha spinto le università americane a riscoprire un metodo di valutazione tradizionale: gli esami orali. Come riportato da Associated Press, questa mossa mira a contrastare l'utilizzo dei chatbot da parte degli studenti. I docenti si interrogano su come valutare l'effettivo apprendimento, di fronte a elaborati scritti impeccabili ma privi di reale comprensione durante le spiegazioni.

Emily Hammer, docente di lingue e culture del Medio Oriente all'Università della Pennsylvania, combina esami orali e scritti nei suoi seminari. Il suo obiettivo non è impedire agli studenti di copiare, ma preservare le loro capacità cognitive e creative. Hammer vieta l'uso dell'IA per i compiti scritti, consapevole della difficoltà nel controllare tale divieto. Tuttavia, sottolinea come la difesa orale di un lavoro non originale possa rivelarsi particolarmente stressante per lo studente.

Gli esami orali, un tempo marginalizzati nel sistema universitario americano, sono rimasti in uso in Europa. Il loro ritorno si è manifestato durante la pandemia, per limitare le possibilità di copiatura. L'interesse è aumentato ulteriormente con l'avvento di ChatGPT. Huihui Qi, professoressa all'Università della California a San Diego, ha avviato una ricerca sull'introduzione generalizzata degli esami orali nelle università americane. Attualmente, Qi è invitata in diverse università per tenere seminari e discutere i suoi studi.

Panos Ipeirotis, professore alla Stern School of Business della New York University, ha adottato un approccio innovativo. Oltre a condurre esami orali, utilizza un agente IA che simula la voce del professore. Questo agente valuta progetti di gruppo, pone domande dettagliate, identifica errori, offre suggerimenti e fornisce feedback positivi. Ipeirotis ha espresso la sua delusione nei confronti dei compiti scritti, affermando di non considerarli più un riflesso del pensiero originale.

Anche alla Cornell University, i professori stanno virando verso gli esami orali. In alcuni casi, si tratta di sessioni di domande e risposte di 20 minuti dopo gli esami scritti, con l'ausilio di assistenti per gestire un elevato numero di studenti (fino a 70). In altri corsi, un colloquio finale di 30 minuti rappresenta l'unica forma di valutazione. Un altro professore conduce brevi colloqui di 4 minuti con ciascuno dei suoi 180 studenti.

Questa tendenza riflette una crescente preoccupazione per l'impatto dell'IA sul pensiero critico e sull'apprendimento autentico. Sebbene l'IA possa essere uno strumento utile, la sua eccessiva dipendenza rischia di compromettere lo sviluppo di competenze fondamentali negli studenti. Il ritorno agli esami orali rappresenta quindi un tentativo di ristabilire un equilibrio, promuovendo una valutazione più completa e approfondita delle capacità degli studenti.

Pubblicato Giovedì, 26 Marzo 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 26 Marzo 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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