NASA scommette sul rilancio di Boeing Starliner: il piano per blindare l’accesso umano all’orbita bassa

L’agenzia spaziale finanzia nuove missioni e il passaggio a nuovi vettori per superare l’egemonia di SpaceX e i critici problemi tecnici del passato

NASA scommette sul rilancio di Boeing Starliner: il piano per blindare l’accesso umano all’orbita bassa

In un contesto aerospaziale in rapida e convulsa evoluzione, la NASA ha preso una decisione cruciale per garantire la resilienza del trasporto spaziale americano: reintegrare pienamente il Boeing Starliner tra i pilastri per il trasporto degli astronauti verso l'orbita bassa terrestre. Secondo fonti vicine all'agenzia, l'intenzione è quella di ordinare ufficialmente a Boeing almeno altre due missioni operative con equipaggio, fornendo contemporaneamente il supporto finanziario e tecnico necessario per risolvere i persistenti problemi al sistema di propulsione. Questa mossa non è solo tecnica, ma profondamente strategica: la NASA intende infatti aiutare il colosso di Arlington a certificare la navetta per l'uso con nuovi vettori di lancio, superando la dipendenza dal vecchio sistema Atlas V. La decisione matura in un momento di forte tensione, mentre SpaceX accelera la transizione verso il sistema Starship, minacciando di lasciare l'agenzia senza alternative collaudate nel breve termine.

Il percorso dello Starliner è stato segnato da ostacoli che avrebbero potuto affossare programmi meno supportati. La memoria corre al 2024, quando durante il primo volo di prova con equipaggio la navetta manifestò gravi anomalie ai propulsori del modulo di servizio e perdite di elio. In quell'occasione, la NASA fu costretta a una scelta drastica e umiliante per Boeing: riportare a terra gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams a bordo di una capsula SpaceX Crew Dragon, lasciando che lo Starliner rientrasse vuoto. L'evento è stato successivamente classificato come un incidente di Categoria A, ovvero un'anomalia che rappresenta una minaccia mortale per l'equipaggio. Le indagini che ne sono seguite hanno messo a nudo criticità sia nella progettazione del veicolo che nei processi decisionali interni alla NASA, portando a una revisione totale degli standard di sicurezza per il volo umano commerciale.

Oltre ai difetti meccanici, Boeing deve affrontare un problema logistico di portata geopolitica. Lo Starliner era stato progettato per volare in cima al razzo Atlas V della United Launch Alliance, che utilizza i motori russi RD-180. Con le scorte di tali motori ridotte a soli sei esemplari e l'impossibilità di ottenerne di nuovi a causa delle sanzioni e delle tensioni internazionali, la navetta deve necessariamente essere adattata a nuovi vettori. La NASA si è impegnata a finanziare questa transizione, guardando con estremo interesse al Vulcan Centaur di ULA e al New Glenn di Blue Origin. Quest'ultimo, in particolare, è oggetto di grande attenzione poiché la società di Jeff Bezos starebbe sviluppando in segreto un proprio veicolo per equipaggio, ma nel frattempo il New Glenn potrebbe offrire la potenza necessaria per lanciare contemporaneamente capsule abitate e moduli cargo, ottimizzando drasticamente i costi di gestione delle missioni verso le future stazioni spaziali private.

La fretta della NASA è alimentata dalle mosse di Elon Musk. SpaceX ha espresso chiaramente l'intenzione di ritirare il Falcon 9 e la Crew Dragon una volta che Starship sarà pienamente operativa. Questo scenario preoccupa i vertici del governo degli Stati Uniti, poiché il pensionamento della Crew Dragon dopo il 2028 lascerebbe l'agenzia senza un mezzo certificato per raggiungere l'orbita bassa proprio mentre la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si avvia alla dismissione. La dipendenza da un unico fornitore, per quanto efficiente come SpaceX, è vista come un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale. In questo clima, le tensioni tra i due partner commerciali della NASA sono esplose pubblicamente. Gwynne Shotwell, presidente di SpaceX, ha recentemente espresso scetticismo riguardo ai nuovi finanziamenti per Boeing, sottolineando come il governo abbia già pagato al concorrente cifre molto più alte rispetto a quelle ricevute da SpaceX per sviluppare lo stesso tipo di servizio. Secondo la Shotwell, è tempo che Boeing onori i propri impegni contrattuali con le risorse già ricevute.

In conclusione, il rilancio dello Starliner rappresenta un'operazione di salvataggio sistemico. La NASA non può permettersi il fallimento di Boeing se vuole mantenere una pluralità di fornitori in grado di garantire l'accesso allo spazio. Per le aziende private che progettano stazioni spaziali commerciali, come Axiom Space o Voyager Space, la stabilità di Boeing è essenziale per definire piani commerciali sostenibili dopo il 2030. Sebbene il costo politico e finanziario sia elevatissimo, la strada verso un'orbita bassa competitiva e sicura passa inevitabilmente per la risoluzione definitiva dei problemi tecnici dello Starliner, trasformando un progetto quasi fallito in una risorsa strategica per il prossimo decennio di esplorazione umana.

Pubblicato Venerdì, 18 Settembre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 18 Settembre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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