OpenAI vulnerabile: hacker utilizzano l'IA di Anthropic per violare i sistemi di ChatGPT

Un'incursione informatica di Hacktron AI espone i segreti della compagnia di Sam Altman, sollevando nuovi interrogativi sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale

OpenAI vulnerabile: hacker utilizzano l'IA di Anthropic per violare i sistemi di ChatGPT

Nel cuore tecnologico di San Francisco, il confine tra protezione e vulnerabilità si fa sempre più sottile mentre la competizione tra i giganti dell'intelligenza artificiale assume contorni da spy-story informatica. Recentemente, un gruppo di esperti di cybersicurezza ha dimostrato che persino le fortezze digitali più avanzate presentano crepe inaspettate. Un team di ricercatori della società Hacktron AI è riuscito a penetrare nei sistemi interni di OpenAI, non attraverso un attacco convenzionale, ma orchestrando l'operazione tramite le soluzioni software di Anthropic, il principale concorrente diretto della creatura di Sam Altman. Questa operazione ha messo in luce una serie di vulnerabilità critiche nella difesa di ChatGPT, sollevando dubbi sulla resilienza delle infrastrutture che oggi gestiscono i dati di milioni di utenti globali.

L'incursione, avvenuta nel corso di questo 2026, ha permesso ai ricercatori di ottenere l'accesso all'account di un dipendente di OpenAI. Una volta dentro, gli esperti hanno avuto la possibilità di visualizzare informazioni strettamente confidenziali e, cosa ancor più preoccupante, di suggerire e potenzialmente implementare modifiche al codice sorgente dei prodotti di punta dell'azienda. Per riuscire nell'impresa, il team ha utilizzato gli strumenti avanzati di Anthropic, progettati specificamente per i professionisti della sicurezza. È ironico e al contempo emblematico che sia stata proprio un'intelligenza artificiale rivale a fornire la chiave per scardinare le serrature digitali di OpenAI. Gli esperti stavano operando all'interno di un programma di bug bounty, una pratica consolidata che permette ai ricercatori di essere retribuiti per individuare falle prima che possano essere sfruttate da attori malevoli.

Secondo quanto trapelato, i tre ricercatori di Hacktron AI hanno individuato un punto debole apparentemente minore nelle impostazioni del forum della community di OpenAI. Questa falla ha agito come un effetto domino: attraverso il forum sono riusciti a risalire a credenziali interne che hanno poi garantito l'accesso all'account ChatGPT del dipendente. Quest'ultimo disponeva di permessi elevati sulla piattaforma GitHub, il repository dove viene custodito il codice sorgente che muove l'intera infrastruttura dell'IA. OpenAI ha risposto prontamente alla segnalazione, versando un premio di 6500 dollari ai ricercatori e dichiarando che tutte le vulnerabilità identificate sono state corrette. Tuttavia, il fatto che una piccola squadra sia riuscita a penetrare così a fondo nei sistemi di uno dei laboratori di ricerca più importanti del mondo ha scosso l'intero settore negli Stati Uniti.

Parallelamente a questi eventi, Anthropic ha diffuso dati sorprendenti circa l'evoluzione interna dei propri modelli. L'azienda ha annunciato che l'uso dell'IA nello sviluppo di nuove tecnologie è aumentato in modo esponenziale: il modello Claude è ora responsabile del coordinamento e dell'assistenza in circa il 26% di tutti i progetti di ricerca e sviluppo interni. Si tratta di un balzo incredibile se si considera che solo nel mese di marzo la percentuale era ferma all'1%. Questa accelerazione è stata resa pubblica per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto il mondo sia vicino alla fase del cosiddetto autoperfezionamento ricorsivo. Questa fase teorica, un tempo relegata alla fantascienza, descrive il momento in cui un'intelligenza artificiale diventa capace di addestrare se stessa, correggere i propri errori e creare versioni successive senza l'intervento umano diretto.

Le implicazioni di questa tendenza sono vaste e non prive di rischi. Molti esperti temono che, una volta raggiunto l'autoperfezionamento ricorsivo, l'essere umano possa perdere definitivamente la capacità di controllare o comprendere appieno i processi decisionali delle macchine. Al momento, Anthropic rassicura che nel 90% dei compiti l'intelligenza artificiale opera ancora sotto la stretta supervisione umana, fungendo da collaboratore avanzato piuttosto che da decisore autonomo. Tuttavia, la rapidità con cui il software sta assorbendo le funzioni di ricerca suggerisce che il punto di singolarità tecnologica potrebbe essere più vicino di quanto previsto dai modelli accademici di solo un paio di anni fa.

La vicenda di OpenAI e le rivelazioni di Anthropic delineano un futuro in cui la sicurezza informatica non sarà più una questione di firewall statici, ma una guerra di logica tra algoritmi contrapposti. Mentre OpenAI lavora per blindare i propri sistemi di gestione delle credenziali e l'accesso ai repository su GitHub, la comunità internazionale si interroga sulla necessità di nuovi protocolli di sicurezza che tengano conto dell'abilità delle IA di individuare vulnerabilità invisibili all'occhio umano. La sfida del 2026 non è più solo creare un'intelligenza capace di rispondere a ogni domanda, ma costruire un ecosistema in cui tale intelligenza non possa essere rivolta contro i suoi stessi creatori. La trasparenza dimostrata dalle due aziende in questo frangente è un segnale positivo, ma la vulnerabilità dei sistemi di San Francisco resta un monito: nel regno dell'IA, nessuno è davvero al sicuro.

Pubblicato Venerdì, 18 Settembre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 18 Settembre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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