In vista dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto per aprile, la Casa Bianca ha avviato una riflessione approfondita sulla potenziale minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dagli investimenti di Tencent, colosso cinese del web, in popolari sviluppatori di videogiochi statunitensi e finlandesi, come riportato dal Financial Times.
Tencent detiene una quota del 28% in Epic Games, società con sede in North Carolina, creatrice del successo planetario Fortnite. Inoltre, possiede Riot Games di Los Angeles, sviluppatrice di League of Legends, e la finlandese Supercell, nota per il celebre strategico Clash of Clans. Queste partecipazioni azionarie, sebbene redditizie, sollevano interrogativi sulla possibile esposizione dei dati degli utenti americani al governo cinese.
Secondo fonti del Financial Times, già la scorsa estate Tencent avrebbe intavolato discussioni con il Comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) per valutare misure atte a mitigare le preoccupazioni di Washington in merito alla sicurezza legate ai suoi investimenti. Il CFIUS, organo governativo preposto alla valutazione delle transazioni che coinvolgono aziende americane e investitori stranieri, monitora costantemente gli investimenti di Tencent nel settore videoludico statunitense, analizzando le implicazioni per la sicurezza nazionale.
Già durante la prima amministrazione Trump, il CFIUS aveva sollevato dubbi sui potenziali rischi derivanti dagli investimenti di Tencent in Epic e Riot, in particolare riguardo all'accesso ai dati di milioni di cittadini americani. L'acquisizione di Supercell da parte di Tencent ha ugualmente attirato l'attenzione del CFIUS, data la sua ampia base di utenti negli Stati Uniti.
Come ha affermato Chris McGuire, ex membro del Consiglio di sicurezza nazionale durante l'amministrazione Biden, "Queste piattaforme possono rappresentare un'importante fonte di raccolta di informazioni". Peter Harrell, visiting scholar presso la Georgetown University ed ex funzionario della Casa Bianca per la sicurezza nazionale durante l'amministrazione Biden, ha aggiunto: "È evidente che il problema più rilevante per la sicurezza nazionale nel settore dei giochi è la riservatezza e la sicurezza dei dati".
Durante le discussioni interne al CFIUS, durante l'amministrazione Biden, non è stata raggiunta una posizione unanime. Alcuni funzionari ritenevano che la minaccia potesse essere mitigata, mentre altri consideravano gli investimenti eccessivamente rischiosi, in quanto le società di videogiochi raccolgono ingenti quantità di dati degli utenti, tra cui informazioni finanziarie, dati personali e trascrizioni delle chat di gioco.
McGuire, ora membro del Council on Foreign Relations (CFR), ha sottolineato che l'approvazione di questi investimenti, anche in presenza di accordi per la mitigazione dei rischi, potrebbe trasmettere un segnale problematico, suggerendo che gli investimenti da parte di "società militari cinesi" non rappresentino una minaccia per la sicurezza nazionale, una conclusione che, a suo avviso, non corrisponde alla realtà dei fatti.
La vicenda degli investimenti di Tencent rappresenta un esempio emblematico delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina sul fronte tecnologico e della sicurezza dei dati. La decisione del CFIUS avrà un impatto significativo sul futuro degli investimenti cinesi nel settore videoludico statunitense e potrebbe innescare un'ulteriore escalation delle restrizioni commerciali tra le due potenze mondiali.

