Storicamente, i sensori d'immagine utilizzati nelle fotocamere digitali non richiedevano processi litografici avanzati per la loro fabbricazione. Sony, ad esempio, si accontentava di un processo a 28nm, partecipando al finanziamento della costruzione del primo stabilimento TSMC in Giappone. Ora, sembra che tra i primi clienti della concorrente Rapidus ci sarà Canon, che riceverà da essa chip a 2nm prodotti localmente.
Secondo quanto riportato da Nikkei Asian Review, Canon ordinerà a Rapidus la produzione di prototipi di sensori d'immagine utilizzando un avanzato processo a 2nm. Questa collaborazione avrà un valore simbolico, poiché la giovane azienda giapponese potrà avviare la produzione di chip avanzati per un'altra azienda giapponese. Lo sviluppo di questi componenti sarà condotto da Canon con il supporto di Synopsys.
Si prevede che questo progetto richiederà una spesa di 255 milioni di dollari, di cui due terzi saranno forniti sotto forma di sovvenzioni dal governo giapponese. L'obiettivo di Canon è quello di sfruttare il processo a 2nm per aumentare la velocità e la qualità dell'elaborazione delle immagini, riducendo al contempo il consumo energetico. Canon ha partecipato a un recente round di finanziamento di Rapidus insieme ad altre 31 società del settore privato, che ha permesso al giovane produttore giapponese di chip di raccogliere 1,7 miliardi di dollari, compresi i fondi governativi.
È probabile che la tecnologia a 2nm abbia interessato Canon per la produzione della parte logica dei sensori d'immagine, poiché i fotodiodi necessitano di una quantità di silicio significativamente maggiore per catturare la luce. Una riduzione eccessiva dei transistor all'interno del pixel comporta un aumento del rumore e delle dispersioni di corrente, motivo per cui la maggior parte dei sensori moderni è prodotta con processi più maturi.
Come sottolineano le fonti giapponesi, oltre a Canon, Rapidus non può ancora vantare un gran numero di potenziali clienti. Inizialmente, Rapidus aveva costruito il suo modello di business in modo da servire piccoli ordini, ma utilizzando tecnologie litografiche avanzate. Il processo a 2nm non interessa ancora alla maggior parte dei clienti giapponesi e, anche nel caso di Canon, il suo utilizzo sembra più un'azione politica che il risultato di un sobrio calcolo economico. Rapidus prevede di iniziare la produzione di massa di chip a 2nm a partire dalla primavera del prossimo anno, ma per ammortizzare i giganteschi investimenti nel capitale dell'azienda, le sue linee di produzione devono essere costantemente operative.
Attraverso la sua sede americana, Rapidus cercherà di attrarre clienti stranieri e sta già collaborando con la startup americana Tenstorrent nello sviluppo di chip per acceleratori di intelligenza artificiale. La startup giapponese Preferred Networks sta studiando la possibilità di collaborare con Rapidus, mentre Fujitsu vorrebbe idealmente avviare la produzione di processori a 1,4nm in Giappone. Rapidus non sarà in grado di avviare la loro produzione prima del 2029. Entro l'inizio del prossimo decennio, l'azienda avrà bisogno di quasi 45 miliardi di dollari per il suo sviluppo, di cui poco meno della metà dovrà essere fornita dal governo giapponese. La strategia di Rapidus è quindi ambiziosa e mira a posizionare il Giappone come leader nella produzione di chip avanzati, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e stimolando l'innovazione tecnologica nel paese.
L'iniziativa di Canon e Rapidus si inserisce in un contesto globale di crescente competizione nel settore dei semiconduttori, con investimenti massicci da parte di governi e aziende per garantire la sicurezza e l'autosufficienza nella produzione di chip. La collaborazione tra le due aziende giapponesi rappresenta un esempio di come la sinergia tra industria e supporto governativo possa portare a risultati significativi nel campo dell'innovazione tecnologica.

