La dipendenza dalle tecnologie e dalle attrezzature importate continua a rappresentare una sfida significativa per l'industria cinese dei semiconduttori, accentuata dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati, che ostacolano il progresso tecnologico delle aziende cinesi. Tuttavia, i principali attori del mercato cinese si sono prefissati un obiettivo ambizioso: sostituire fino all'80% delle attrezzature e delle tecnologie importate con soluzioni locali entro il 2030.
Questa determinazione è emersa chiaramente durante la fiera Semicon China, dove i leader di 13 delle più importanti società cinesi del settore dei semiconduttori hanno condiviso i loro piani e le loro strategie. Naura, ad esempio, ha presentato nuovi modelli di attrezzature sviluppati in collaborazione con Kingsemi, una società in cui ha investito nel 2025. Tra i prodotti esposti, figuravano apparecchiature capaci di operare con precisione nanometrica.
Anche AMEC ha partecipato all'evento, mostrando attrezzature per la produzione di chip che utilizzano litografie a 5 nm e inferiori. La leadership aziendale ha spiegato che, nei prossimi 5-10 anni, la percentuale di componenti di produzione cinese all'interno delle loro attrezzature supererà il 60%. Questo obiettivo sarà raggiunto sia attraverso lo sviluppo di competenze interne sia attraverso acquisizioni strategiche.
Il governo cinese ha identificato l'indipendenza nel settore dei semiconduttori come una delle priorità chiave per lo sviluppo del paese nel corso dell'attuale piano quinquennale, che si concluderà nel 2030. L'ambizione è che l'industria dei semiconduttori diventi la base per la nascita di nuovi settori economici nazionali. I principali rappresentanti del settore hanno collaborato alla stesura di un piano quinquennale per guidare lo sviluppo del settore.
Oltre a raggiungere un'indipendenza dall'import dell'80% entro il 2030, il piano prevede la costruzione di linee di produzione in grado di realizzare chip a 7 nm utilizzando esclusivamente attrezzature di fornitori cinesi, nonché la transizione verso una produzione di massa stabile di chip a 14 nm. Per raggiungere almeno il primo obiettivo, sarà necessario sviluppare un equivalente cinese degli scanner litografici ASML, capaci di lavorare con radiazione ultravioletta estrema (EUV).
Attualmente, il governo cinese richiede già ai produttori di chip di utilizzare almeno il 50% di attrezzature di fornitori locali nella costruzione di nuovi impianti. L'espansione delle capacità di produzione di chip procede a un ritmo sostenuto. Entro la fine di quest'anno, YMTC avrà completato il suo terzo stabilimento per la produzione di chip di memoria a Wuhan. L'azienda è vicina a raggiungere i produttori giapponesi, americani e coreani di 3D NAND in termini di caratteristiche di layout dei suoi prodotti. Nonostante le minacce di sanzioni, Apple sta ancora valutando la possibilità di utilizzare la memoria YMTC nei suoi prodotti, in particolare negli iPhone.
Il principale produttore a contratto di chip, SMIC, prevede di investire almeno 8,1 miliardi di dollari in spese in conto capitale quest'anno, superando il record stabilito l'anno scorso. Un nuovo grande stabilimento SMIC è in costruzione a Pechino, con ingenti fondi e sovvenzioni stanziati per questo scopo. I rappresentanti di SEMI China prevedono che la quota dei produttori cinesi nel mercato globale dei servizi a contratto per la litografia matura aumenterà dal 25% nel 2024 al 42% nel 2028. Gli analisti americani stimano che l'industria cinese dei semiconduttori nel 2024 potrebbe essere in grado di soddisfare solo il 33% del suo fabbisogno con la produzione locale in termini di valore.
Nonostante le tensioni geopolitiche, la fiera Semicon China ha visto la partecipazione di aziende straniere come l'olandese ASML e le giapponesi Tokyo Electron e Canon. La partecipazione dei produttori americani di attrezzature litografiche si è limitata al supporto sponsorizzato, una tendenza che si è consolidata negli ultimi anni. Il mercato cinese rimane importante per i fornitori di attrezzature stranieri, soprattutto a causa della rapida espansione della produzione di chip maturi.

