Nasdaq ai minimi di tre mesi: i costi dell'intelligenza artificiale pesano su Intel e Amazon
Il crollo record di Intel e i piani di spesa di Amazon trascinano al ribasso il comparto tecnologico, con perdite di capitalizzazione che superano i mille miliardi di dollari.
L'indice Nasdaq ha registrato una flessione significativa, raggiungendo il livello minimo degli ultimi tre mesi a causa delle crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo agli elevati costi necessari per sostenere l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale. A innescare l'ondata di vendite sono stati i piani di Amazon relativi all'aumento delle spese in conto capitale e l'avvertimento lanciato da Intel circa un deflusso di cassa previsto per la chiusura dell'anno fiscale. La reazione dei mercati riflette un mutamento nell'atteggiamento verso i grandi colossi tecnologici, con una pressione che si è estesa rapidamente a tutto il comparto dei semiconduttori e dell'hardware.
Le azioni di Amazon hanno perso il 2% del proprio valore in seguito alla pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre. Nonostante i massicci investimenti già effettuati per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, la società ha comunicato l'intenzione di incrementare ulteriormente le spese infrastrutturali per l'anno successivo. Sebbene il titolo abbia recuperato parte delle perdite durante la sessione di borsa, l'annuncio ha alimentato i timori sulla sostenibilità economica della corsa all'integrazione tecnologica avanzata.
Una situazione ancora più critica ha interessato Intel, i cui titoli hanno subito un crollo superiore al 30%. Questa flessione rappresenta la maggiore perdita giornaliera nella storia dell'azienda. Il produttore di chip ha motivato la previsione di un bilancio di cassa negativo con la debolezza della domanda globale di personal computer, le difficoltà riscontrate nei processi produttivi e la necessità di investire ingenti somme per l'espansione dei propri impianti produttivi.
Il crollo di Intel ha generato un effetto a catena su tutto il settore dei semiconduttori. Nvidia ha ceduto il 3%, mentre AMD ha visto il valore delle proprie azioni scendere del 9,3%. L'indice generale del settore dei semiconduttori ha segnato un calo del 5,7%, mentre i produttori di apparecchiature per server, tra cui Dell e HP, hanno registrato perdite intorno al 9% ciascuno. Secondo le stime derivanti dai dati di mercato, la perdita complessiva di capitalizzazione per Amazon e Intel ammonta a circa 200 miliardi di dollari, mentre l'indice Nasdaq-100 ha rischiato di veder sfumare oltre mille miliardi di dollari di valore. Complessivamente, il calo della capitalizzazione delle società incluse nell'indice nel mese di ottobre ha superato i 2.000 miliardi di dollari.
Art Hogan, capo stratega di mercato presso B. Riley Wealth, ha spiegato che la reazione degli investitori dipende strettamente dalle aspettative già incorporate nei prezzi dei titoli. Secondo l'analista, nel caso di aziende come Alphabet, Amazon e Intel, anche uno scostamento minimo dai risultati attesi può generare forte delusione. Hogan ha tuttavia precisato che non si tratterebbe di una svalutazione generalizzata del mercato, ma piuttosto di una rotazione degli investimenti, con un passaggio dagli asset tecnologici verso strumenti finanziari ritenuti più sicuri.
Nell'indice S&P 500, il settore tecnologico ha guidato i ribassi con una perdita del 3,4%, la peggiore flessione giornaliera dal 23 giugno. Anche i servizi di telecomunicazione e comunicazione hanno mostrato segnali di sofferenza, avvicinandosi al peggior risultato mensile dall'aprile 2022. Al contrario, i settori dei beni di consumo e della sanità hanno registrato una controtendenza positiva, con incrementi rispettivamente dell'1,9% e dell'1,7%.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 1 novembre 2026, 10:16 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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