L'astronauta della NASA, Donald Pettit, ha recentemente catturato l'attenzione del web con una foto pubblicata sui social media e su Reddit, che mostra un insolito organismo viola, i cui tentacoli sembrano emergere da un uovo alieno, ricordando la celebre saga cinematografica. L'oggetto fluttuava in assenza di peso all'interno di uno dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), suscitando reazioni contrastanti tra gli utenti, alcuni dei quali suggerivano di distruggere immediatamente l'inquietante presenza. Tuttavia, Pettit ha svelato rapidamente il mistero dietro l'enigmatica creatura.
In realtà, il cosiddetto "alieno viola" si è rivelato essere un semplice tubero di patata viola, soprannominato affettuosamente Spudnik-1 da Pettit, un nome che unisce le parole "Sputnik" e "spud", un termine colloquiale per indicare la patata. L'esemplare è stato coltivato dall'astronauta nel suo tempo libero, all'interno di un box sigillato, utilizzando un metodo idroponico. Donald Pettit, che il 20 aprile ha compiuto 71 anni, è noto per essere il membro più anziano ancora in servizio nella NASA ed è un appassionato di giardinaggio spaziale, un'attività che svolge da tempo sulla ISS.
La fotografia risale alla missione del 2024-2025. I "tentacoli" che spuntano dal tubero sono in realtà germogli, o "occhi", che la patata sviluppa durante il processo di germinazione. La macchia bianca visibile sulla superficie è un pezzo di velcro utilizzato per fissare il tubero alla parete del box. La combinazione del colore viola della patata e dell'assenza di gravità ha conferito alla pianta un aspetto decisamente insolito e fantascientifico.
Pettit ha osservato che la crescita delle piante nello spazio è notevolmente più lenta rispetto alla Terra, ipotizzando che ciò possa essere dovuto alla microgravità, all'atmosfera della stazione o al metodo di coltivazione idroponico. In precedenza, l'astronauta aveva già coltivato con successo sulla ISS arachidi, zucchine, broccoli, girasoli, basilico e pomodori, utilizzando come substrato per la germinazione dei semi il materiale dei tappi per le orecchie. Questi esperimenti, uniti a quelli di altri astronauti, contribuiscono a un database in continua espansione sulla coltivazione di cibo nello spazio.
La coltivazione di patate nello spazio riveste una grande importanza per le future missioni spaziali di lunga durata. I tuberi, infatti, sono ricchi di nutrienti e occupano poco spazio, una caratteristica già evidenziata nel romanzo "The Martian" di Andy Weir, da cui è stato tratto l'omonimo film. Le prime patate coltivate nello spazio risalgono al 1995 e la loro crescita si è rivelata paragonabile a quella terrestre. Gli esperimenti di Pettit continuano la tradizione di studiare gli effetti della microgravità sulle piante e, secondo l'astronauta, contribuiscono a mantenere il benessere psicologico dell'equipaggio sulla stazione, offrendo "l'odore della vegetazione viva" in mezzo alla "foresta di meccanismi ingegneristici". La capacità di coltivare cibo nello spazio rappresenta un passo fondamentale verso l'autosufficienza degli astronauti durante le missioni di lunga durata, riducendo la dipendenza dai rifornimenti provenienti dalla Terra e aprendo nuove prospettive per l'esplorazione spaziale.

