Il calcio italiano piange la scomparsa di Nazzareno Canuti, figura emblematica dell'Inter degli anni '70 e '80. Il difensore, protagonista dello storico scudetto '79/'80, l'ultimo vinto dai nerazzurri senza l'apporto di giocatori stranieri, si è spento all'età di 70 anni. Nato il 15 gennaio, era stato celebrato dal sito ufficiale dell'Inter solo pochi giorni prima della sua scomparsa.
Nonostante una breve parentesi al Milan, Canuti ha legato indissolubilmente il suo nome ai colori nerazzurri. Cresciuto nel settore giovanile, ha vestito la maglia della prima squadra dal 1975 al 1982, conquistando, oltre al già citato scudetto, due Coppe Italia e il Mundialito per club nel 1981. Per i tifosi interisti, soprattutto quelli delle generazioni boomer e X, la formazione del 1980 è scolpita nella memoria: Bordon, Canuti, Oriali, Pasinato, Mozzini, Bini, Caso, Marini, Altobelli, Beccalossi, Muraro. Un undici leggendario che ha fatto sognare un'intera generazione.
Nel 1982, Canuti si trasferì al Milan, contribuendo alla promozione in Serie A dopo la retrocessione in Serie B. Successivamente, ha militato nel Genoa e nel Catania, prima di concludere la sua carriera nella Solbiatese. Era un marcatore tenace, un difensore che non lasciava respiro agli attaccanti avversari, un prototipo di giocatore che oggi, nell'era del calcio moderno, sembra quasi scomparso, nonostante il ritorno di una certa attenzione alla marcatura a uomo.
In una delle sue ultime interviste, rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Canuti aveva ribadito il suo amore viscerale per l'Inter: “L’Inter è l’Inter, si ama. Ho cominciato come raccattapalle, a 14 anni. Ho visto Boninsegna segnare in rovesciata al Foggia, 5-0 e scudetto”. Parole che testimoniano un legame profondo e autentico con i colori nerazzurri, un amore nato sui gradini di San Siro e coltivato con passione e dedizione nel corso di una carriera ricca di successi. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi interisti e di tutti gli appassionati di calcio, che ricordano con affetto e nostalgia un giocatore che ha fatto la storia di questo sport.
La figura di Nazzareno Canuti evoca un calcio fatto di passione, sacrificio e attaccamento alla maglia, valori che sembrano ormai smarriti nel calcio moderno. La sua grinta in campo, la sua professionalità e la sua umiltà ne fanno un esempio per le nuove generazioni di calciatori. Con la sua scomparsa, se ne va un altro pezzo di storia del calcio italiano, un calcio che ha saputo regalare emozioni indimenticabili a milioni di tifosi. La sua memoria resterà viva nel cuore di chi lo ha amato e apprezzato come uomo e come calciatore.

