Nel panorama calcistico italiano, si aprono scenari inediti in vista dell'elezione del nuovo vertice della Figc. Mentre il nome di Antonio Conte circola per la panchina della Nazionale, l'attenzione si focalizza su Giancarlo Abete, figura chiave in questo periodo di transizione. L'attuale presidente della Lega Dilettanti, con i suoi 74 anni, si è assunto un ruolo di primo piano in vista del 22 giugno 2026, data fissata per le elezioni. Il suo obiettivo primario è individuare un candidato che possa unire le diverse anime del calcio italiano, benché, secondo indiscrezioni riportate da Repubblica, difficilmente sarà lui stesso a correre per la carica.
La Lega Serie A, sotto la guida di Simonelli, ambisce a esprimere un proprio candidato, forte del peso economico dei suoi club. L'idea è di creare un'alleanza strategica con le leghe B e C, consapevoli però del loro minor peso elettorale complessivo (circa il 30%). Pertanto, la Lega Serie A sembra orientata a non impuntarsi su un nome specifico, privilegiando un accordo su un'agenda programmatica condivisa. In quest'ottica, risulta cruciale trovare un'intesa con la Lega Dilettanti, che detiene un peso elettorale significativo, pari al 34%.
L'agenda della Serie A è chiara: ottenere sgravi fiscali dal governo, sollecitare un sostegno pubblico per gli investimenti nelle infrastrutture sportive (con particolare attenzione alle questioni burocratiche legate ai permessi) e promuovere una posizione unitaria contro le normative UE che limitano il tesseramento di calciatori minorenni, al di sotto dei 16 anni. La massima serie considera di fondamentale importanza definire politiche mirate a sostenere i vivai, linfa vitale per il futuro del calcio italiano. L'attenzione ai giovani talenti e alla loro crescita rappresenta un investimento strategico per garantire la competitività e la sostenibilità del sistema calcistico nel lungo periodo.
La partita per la successione a Gravina si preannuncia quindi complessa e ricca di sfaccettature, con diversi attori in campo e interessi divergenti da conciliare. Il ruolo di mediazione di Abete sarà determinante per trovare una sintesi che possa soddisfare le diverse componenti del calcio italiano e garantire una leadership stabile e autorevole per il futuro della Figc.

