Giovanni Malagò si candida alla Presidenza FIGC: inizia la sfida elettorale

L'ex numero uno del Coni ottiene il via libera dalla Serie B e punta alla Federcalcio forte di un consenso che sfiora la maggioranza assoluta

Giovanni Malagò si candida alla Presidenza FIGC: inizia la sfida elettorale

Il panorama del calcio italiano si trova davanti a un punto di svolta cruciale che potrebbe ridisegnare gli equilibri di potere per i prossimi anni. In una Roma blindata e carica di aspettative istituzionali, Malagò ha scelto un timing strategico per l'annuncio, attendendo la conclusione della visita della presidente del Cio, Kirsty Coventry, per mostrare quel rispetto istituzionale che ha sempre contraddistinto la sua carriera ai vertici del movimento olimpico. La scelta di uscire allo scoperto proprio ora segnala la volontà di dare un segnale di stabilità e autorevolezza, evitando che le manovre pre-elettorali potessero interferire con gli impegni internazionali del paese.

L'annuncio ufficiale, che precede il deposito formale della candidatura previsto per la mattina di mercoledì presso la sede della Federcalcio, non è solo una mossa formale ma rappresenta l'apice di un lungo lavoro di tessitura politica tra le diverse componenti del calcio professionistico. Giovanni Malagò non si presenta da solo: alle sue spalle si è compattato un fronte solido guidato dalla Lega Serie A, storicamente il motore economico del sistema, a cui si sono aggiunte l'Assocalciatori e l'Associazione Allenatori. Tuttavia, la vera notizia della giornata è l'appoggio ufficiale arrivato dalla Lega Serie B. Attraverso una nota ufficiale, la LNPB ha comunicato il completamento di un percorso di consultazione guidato dal presidente Paolo Bedin, il quale ha raccolto un deciso orientamento delle società verso la figura di Malagò. Questo spostamento non è solo numerico, ma politico: la cadetteria ha scelto di sposare un progetto basato su contenuti programmatici chiari e sulla necessità di una riforma profonda del sistema calcio.

Con questo nuovo assetto, i calcoli elettorali iniziano a delineare uno scenario di vantaggio per Malagò. Sulla carta, l'ex presidente del Coni può contare attualmente su circa il 54% delle preferenze totali. Si tratta di una soglia che, se confermata nelle urne il prossimo 22 giugno 2026, gli garantirebbe la vittoria già ai primi scrutini. Tuttavia, la partita resta aperta e ricca di insidie, poiché il suo sfidante è una figura di enorme esperienza e radicamento nel territorio: Giancarlo Abete. Quest'ultimo gode dello storico e massiccio sostegno della Lega Nazionale Dilettanti (LND), che da sola pesa per il 34% dei voti totali. La sfida, dunque, si configura come uno scontro tra l'ala riformista e professionistica del calcio, rappresentata da Malagò, e la base dilettantistica, cuore pulsante della tradizione, che vede in Abete un garante affidabile.

In questo contesto di polarizzazione, il ruolo di ago della bilancia potrebbe essere ricoperto dalla Lega Pro. Il direttivo della terza serie nazionale ha infatti dichiarato di non volersi ancora schierare, mantenendo una posizione di cauta attesa. Le società di Serie C hanno espresso il desiderio di analizzare i programmi elettorali completi prima di esprimere una preferenza definitiva. La loro decisione sarà influenzata principalmente dalle proposte riguardanti la sostenibilità economica dei club minori, la valorizzazione dei giovani e la riforma dei campionati, temi che Giovanni Malagò dovrà affrontare con precisione nel documento che depositerà a breve. La strategia di Malagò sembra puntare su un rinnovamento dell'immagine internazionale del calcio italiano e su una gestione manageriale della FIGC, portando l'esperienza maturata in anni di presidenza del Coni e di relazioni con il Cio.

Le prossime settimane saranno decisive per la stesura definitiva dei programmi. Giovanni Malagò ha ribadito che la sua candidatura nasce da un senso di responsabilità verso un movimento che necessita di ritrovare unità e competitività. Dall'altra parte, Giancarlo Abete punterà sulla solidità della base e sulla conoscenza capillare della macchina federale. Gli appassionati e gli addetti ai lavori guardano con estrema attenzione a questa tornata elettorale, consapevoli che il verdetto del 22 giugno a Roma non decreterà solo un nome, ma la visione del calcio italiano per il prossimo quadriennio olimpico. La convergenza della Lega Serie B su Malagò rappresenta indubbiamente un colpo d'acceleratore che costringe gli avversari a rivedere le proprie strategie in un clima di crescente tensione elettorale.

Pubblicato Mercoledì, 13 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 13 Maggio 2026

Marco P.

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