La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) si trova a un punto di svolta cruciale. Con le dimissioni ufficiali di Gabriele Gravina, avvenute il 2 aprile 2026, si apre ufficialmente la corsa alla successione, in vista delle elezioni fissate per il 22 giugno 2026. Un appuntamento che segnerà il futuro del calcio italiano, chiamato a ripartire dopo l'ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, previsti in Usa, Canada e Messico.
I nomi in lizza per la presidenza sono diversi, ma tre sembrano godere di un vantaggio significativo: Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina 2026; Giancarlo Abete, già presidente della Figc dal 2007 al 2014; e Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro. Una candidatura più defilata è quella di Demetrio Albertini, storico ex calciatore del Milan, che godrebbe del sostegno di una parte del mondo del calcio giocato.
Malagò sembra essere il candidato preferito da molti club di Serie A, che vedono in lui la figura ideale per rilanciare il calcio italiano, forte anche dei successi ottenuti alla guida del Coni e dei risultati ottenuti in altre discipline sportive, culminati con le recenti Olimpiadi. La sua esperienza manageriale e la sua capacità di creare consenso potrebbero rivelarsi decisive in questa fase di transizione.
Abete, dal canto suo, può vantare un'esperienza pregressa alla guida della Figc, durante la quale ha ottenuto risultati importanti. Tuttavia, il suo mandato si concluse con le dimissioni in seguito all'eliminazione dell'Italia ai gironi dei Mondiali del 2014. A dieci anni di distanza, dopo il deludente Europeo tedesco con Spalletti, il suo nome è tornato in auge come possibile successore di Gravina.
Marani rappresenta una figura più giovane e meno legata al passato. In qualità di presidente della Lega Pro, ha cercato di promuovere riforme per migliorare la situazione economica e strutturale della Serie C, spesso alle prese con difficoltà finanziarie e problemi di sistema, come dimostrano i casi di Trapani e Siracusa. La sua visione innovativa e la sua conoscenza del calcio di base potrebbero rappresentare un valore aggiunto per la Figc.
La partita per la successione a Gravina si preannuncia quindi avvincente e ricca di colpi di scena. Nei prossimi mesi, i candidati dovranno presentare i loro programmi e cercare di convincere gli elettori della bontà delle loro proposte. Il futuro del calcio italiano è nelle loro mani.
Oltre ai nomi citati, non è da escludere che possano emergere altre candidature nei prossimi giorni. Il panorama del calcio italiano è in fermento e le prossime settimane saranno decisive per capire chi sarà il nuovo presidente della Figc e quale sarà la direzione che prenderà il movimento calcistico nazionale.
Il 22 giugno 2026, dunque, si terranno le elezioni che decreteranno il successore di Gabriele Gravina. Un appuntamento cruciale per il futuro del calcio italiano, chiamato a voltare pagina e a rilanciarsi dopo anni di difficoltà e delusioni.

