Mentre la Milano nerazzurra ancora risuona dei canti per la conquista di uno storico double, le stanze del potere di viale della Liberazione si sono trasformate nel quartier generale operativo per la costruzione dell'Inter del futuro. Il 19 maggio 2026 segna una data spartiacque per la società guidata dal fondo Oaktree. Il presidente Giuseppe Marotta, insieme al direttore sportivo Piero Ausilio, al vice Dario Baccin e al tecnico Cristian Chivu, ha ufficialmente dato il via a un vertice di mercato strategico volto a ridefinire gli equilibri di una rosa che punta alla massima competitività sia in Serie A che nel nuovo formato della Champions League.
Il piano delineato dalla proprietà americana è ambizioso e poggia su basi finanziarie solide, con un tesoretto stimato intorno ai 100 milioni di euro, derivante da un investimento diretto della proprietà e dalle cessioni programmate. Al centro di questo progetto c'è la volontà di svecchiare l'organico senza perdere l'autorevolezza tecnica che ha caratterizzato l'ultima stagione. L'era dei senatori sembra volgere al termine: Yann Sommer, Francesco Acerbi e Matteo Darmian sono pronti a salutare alla scadenza naturale dei loro contratti, lasciando un vuoto di esperienza che la dirigenza intende colmare con profili futuribili e di respiro internazionale. In questo contesto, la situazione di Henrikh Mkhitaryan rimane il nodo più delicato: il centrocampista armeno sta valutando se appendere gli scarpini al chiodo o tentare un'ultima avventura esotica, con l'Inter che attende una risposta definitiva prima di muoversi su profili simili.
Il nome che accende i desideri della tifoseria e della dirigenza è quello di Nico Paz. Il talento argentino, attualmente in forza al Como sotto la guida di Cesc Fabregas, è considerato l'investimento perfetto per la visione di Oaktree: giovane, tecnicamente eccelso e con un ingaggio ancora contenuto nonostante una valutazione del cartellino che oscilla tra i 50 e i 60 milioni di euro. La trattativa è complessa a causa della clausola di recompra a favore del Real Madrid e dell'ombra di José Mourinho, ma l'Inter è pronta a un affondo deciso per farne il nuovo simbolo del club. Qualora la pista argentina dovesse farsi troppo impervia, i nerazzurri manterrebbero vivo l'interesse per Moussa Diaby, già monitorato durante la sessione invernale e considerato un profilo ideale per cambiare marcia nel reparto offensivo.
In difesa, dopo il riscatto ufficiale di Manuel Akanji, l'attenzione si è spostata sulla ricerca di nuovi centrali. Oumar Solet dell'Udinese e Tarik Muharemovic del Sassuolo sono i nomi caldi, mentre resta da monitorare la posizione di Alessandro Bastoni. Sebbene l'interesse del Barcellona sembri essersi raffreddato, l'Inter ha fissato il prezzo: per meno di 60 milioni di euro il pilastro della nazionale italiana non lascerà Milano. Per quanto riguarda la porta, la crescita di Josep Martinez ha convinto lo staff tecnico a valutarlo come possibile titolare per la prossima stagione, assistito da un vice di provata esperienza che potrebbe essere uno tra Ivan Provedel, Wladimiro Falcone o il veterano David De Gea.
Il reparto di centrocampo vedrà quasi certamente l'addio di Davide Frattesi, alla ricerca di un ruolo da protagonista assoluto altrove. Al suo posto, si monitorano le situazioni di Curtis Jones del Liverpool e di Manu Koné, la cui permanenza alla Roma è legata ai vincoli del Fair Play Finanziario. Un punto fermo sarà invece Hakan Calhanoglu, destinato a rimanere il perno della manovra nerazzurra almeno fino al 2027. Sul fronte delle corsie esterne, il nome di Marco Palestra dell'Atalanta è quello che convince maggiormente Cristian Chivu, soprattutto in caso di cessione di Luis Henrique o di Denzel Dumfries, quest'ultimo appetito dai club di Premier League pronti a esercitare la clausola da 25 milioni di euro.
Infine, il capitolo dei ritorni dai prestiti vede Benjamin Pavard e Kristjan Asllani pronti a essere ricollocati sul mercato per monetizzare e alimentare il budget acquisti. L'obiettivo dell'Inter è chiaro: costruire un ciclo vincente che unisca sostenibilità economica e successo sportivo, garantendo ai propri sostenitori una squadra capace di emozionare e vincere su ogni campo, consolidando la propria posizione tra le elite del calcio mondiale nel 2026 e oltre.

