Gianluca Rocchi e il terremoto nell'AIA: indagine per frode sportiva e ombre sul VAR

Il designatore arbitrale e il supervisore Gervasoni finiscono nel mirino della Procura: sospetti di condizionamenti e pressioni durante i match chiave della Serie A

Gianluca Rocchi e il terremoto nell'AIA: indagine per frode sportiva e ombre sul VAR

Il panorama del calcio italiano viene nuovamente scosso da una tempesta giudiziaria che colpisce i vertici dell'Associazione Italiana Arbitri. In data 25 aprile 2026, è emerso che il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è ufficialmente indagato per concorso in frode sportiva. L'avviso di garanzia, notificato nelle scorse ore, apre una voragine di incertezza sulla regolarità della stagione 2024/25 e lambisce anche i campionati precedenti. Le indagini, condotte dalla Procura di Milano, mirano a far luce su una serie di condotte che richiamano alla memoria i periodi più bui dello sport nazionale, evocando lo spettro di una nuova Calciopoli a vent'anni di distanza. L'ipotesi degli inquirenti è che Rocchi possa aver esercitato indebite pressioni sui responsabili della sala VAR di Lissone per condizionare l'esito di alcune revisioni sul campo, alterando di fatto il naturale svolgimento delle competizioni.

Il fulcro dell'inchiesta ruota attorno a un episodio specifico avvenuto durante la sfida tra Udinese e Parma, terminata con il punteggio di 1-0 grazie a un calcio di rigore trasformato da Thauvin. In quell'occasione, le comunicazioni registrate tra il campo e la sala video mostrano un ripensamento repentino dell'addetto al VAR, Daniele Paterna. Inizialmente convinto della regolarità di un contatto, Paterna sembra aver cambiato idea in pochi istanti dopo quello che viene descritto come un intervento esterno. La denuncia presentata da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, sostiene che il designatore Gianluca Rocchi si sarebbe fisicamente avvicinato alla postazione di Paterna e di Sozza, bussando ripetutamente sulla vetrata per richiamare la loro attenzione e spingerli verso la concessione dell'on-field review a favore della squadra friulana. Questo dettaglio, se confermato, rappresenterebbe una violazione gravissima dei protocolli internazionali IFAB, che impongono l'isolamento della sala VAR durante le fasi decisionali.

Non solo la stagione corrente è sotto la lente di ingrandimento. Gli inquirenti hanno riaperto i faldoni relativi a Inter-Verona dell'8 gennaio 2024, una partita che ha segnato la corsa verso la seconda stella dei nerazzurri. In quel contesto, fece discutere la mancata segnalazione di una gomitata di Alessandro Bastoni ai danni di Ondrej Duda, episodio che precedette il gol decisivo di Davide Frattesi. Nonostante l'ammissione di errore da parte dell'AIA durante le trasmissioni di OpenVar, la magistratura intende ora verificare se dietro quel silenzio tecnico si celasse una volontà superiore o una negligenza pilotata. L'audio tra l'arbitro Michael Fabbri e Luigi Nasca a Lissone è diventato materiale probatorio fondamentale per comprendere se la valutazione della "furbizia" del giocatore caduto sia stata un'interpretazione genuina o il frutto di un condizionamento pregresso.

La posizione di Gianluca Rocchi si aggrava ulteriormente con il coinvolgimento di Andrea Gervasoni, supervisore del VAR, anch'egli iscritto nel registro degli indagati per frode sportiva in concorso. A Gervasoni viene contestato un intervento diretto durante Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025, dove avrebbe sollecitato il direttore di gara Antonio Giuia a rivedere un episodio per assegnare un rigore alla squadra emiliana. La Procura di Milano, avvalendosi di perizie tecniche e testimonianze, sta cercando di mappare una rete di influenze che potrebbe aver distorto l'equità sportiva in vari livelli del professionismo. Mentre Rocchi dichiara la sua totale serenità in vista dell'interrogatorio fissato per il 30 aprile, l'opinione pubblica e le società coinvolte chiedono trasparenza assoluta per evitare che l'intero sistema perda definitivamente credibilità.

Il contesto in cui si muove l'inchiesta è quello di un'AIA che aveva cercato di puntare tutto sulla trasparenza, introducendo ispettori federali presso il centro di Lissone proprio a seguito delle prime avvisaglie di irregolarità. Tuttavia, la vulnerabilità del sistema basato sul monitoraggio video sembra essere stata sfruttata per fini non regolamentari. Sebbene per alcuni casi sia già intervenuta l'archiviazione della giustizia sportiva, il risvolto penale potrebbe portare a sanzioni senza precedenti e a una riforma radicale della governance arbitrale in Italia. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se si tratti di episodi isolati legati a errori umani o di un disegno sistemico volto a tutelare determinati equilibri di potere all'interno della Serie A e della Serie B. La data del 30 aprile segnerà un punto di non ritorno per la carriera di Gianluca Rocchi e per il futuro del VAR nel nostro Paese.

Pubblicato Domenica, 26 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 26 Aprile 2026

Marco P.

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