Terremoto nell'AIA: Gianluca Rocchi si autosospende dopo le accuse di frode sportiva

L'ex designatore della CAN lascia l'incarico per tutelare l'integrità del gruppo arbitrale e affrontare l'inchiesta della Procura di Milano: coinvolto anche Andrea Gervasoni

Terremoto nell'AIA: Gianluca Rocchi si autosospende dopo le accuse di frode sportiva

Il panorama calcistico italiano viene scosso da un evento senza precedenti che rischia di ridisegnare gli equilibri di potere e di credibilità dell'intero sistema sportivo nazionale. In data 25 aprile 2026, Gianluca Rocchi, figura di spicco e responsabile della Commissione Arbitri Nazionale (CAN) per la Serie A e la Serie B, ha ufficializzato la sua decisione di autosospendersi dall'incarico con effetto immediato. La notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno ma preceduta da giorni di crescenti tensioni, è legata a una pesante inchiesta della Procura della Repubblica di Milano che vede l’ex fischietto internazionale accusato di concorso in frode sportiva. Insieme a lui, anche Andrea Gervasoni, altro componente di rilievo della CAN, ha scelto la medesima via dell’autosospensione, lasciando di fatto scoperto il vertice decisionale della classe arbitrale italiana in un momento cruciale della stagione sportiva.

La scelta di Gianluca Rocchi, 52 anni, è stata comunicata tramite una nota ufficiale all'Ansa, in cui il designatore ha sottolineato come la decisione sia stata presa in pieno accordo con l'Associazione Italiana Arbitri (AIA) per garantire la massima serenità operativa al gruppo degli arbitri. Questo passo indietro arriva a pochi mesi dalla scadenza naturale del suo mandato, prevista per il 30 giugno, e si inserisce in un contesto politico-sportivo estremamente delicato. Il 22 giugno sono infatti previste le elezioni per la presidenza della FIGC, un appuntamento che già di per sé prometteva scintille dopo la delusione della mancata partecipazione della Nazionale al prossimo Mondiale. L'autosospensione di Rocchi non è dunque solo una questione giudiziaria, ma assume i connotati di un vero e proprio terremoto istituzionale che colpisce il cuore della giustizia sportiva e della gestione delle gare.

Le accuse mosse dal pubblico ministero Maurizio Ascione sono pesanti e si articolano su tre capi d'imputazione legati a presunte irregolarità nella scelta dei direttori di gara per partite specifiche. Secondo le indiscrezioni trapelate, l'indagine avrebbe preso il via da una denuncia presentata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, il quale aveva segnalato anomalie sistematiche e influenze esterne nella designazione di profili graditi a determinati club, tra cui l'Inter. Sotto la lente degli inquirenti milanesi sarebbero finite diverse partite di cartello, incluso un acceso Derby di Milano, in cui le decisioni arbitrali avrebbero potuto essere condizionate da logiche estranee al merito sportivo. L'interrogatorio di garanzia per Gianluca Rocchi è fissato per il prossimo 30 aprile, un appuntamento decisivo in cui l'ex arbitro di Firenze cercherà di smontare le tesi dell'accusa.

Il clima attorno all'AIA è diventato insostenibile, tanto da spingere il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a intervenire con dichiarazioni molto dure. Abodi ha evidenziato come l'aspetto più grave non sia solo l'accusa in sé, ma il modo in cui le denunce interne siano state gestite o, peggio, ignorate dal sistema calcistico. Il Ministro, che da tempo caldeggia l'ipotesi di un commissariamento della FIGC, ha ribadito che le conseguenze di questa inchiesta saranno inevitabili e profonde. Nel frattempo, l'avvocato di Rocchi, il noto penalista Antonio D’Avirro, ha espresso sorpresa per la velocità dell'indagine, ribadendo la totale correttezza e serietà del suo assistito. Tuttavia, la pressione mediatica e istituzionale ha reso impossibile la permanenza del designatore nel suo ruolo operativo, portando alla convocazione d'urgenza del Comitato Nazionale dell'AIA da parte del Vice Presidente Vicario Francesco Massini.

In questo scenario di incertezza, la Procura della FIGC guidata da Giuseppe Chiné ha già richiesto gli atti alla magistratura ordinaria di Milano. Sebbene in passato la stessa procura federale avesse archiviato le segnalazioni di Domenico Rocca, i nuovi elementi emersi dall'inchiesta penale potrebbero portare alla riapertura del fascicolo sportivo con sanzioni che andrebbero ben oltre la semplice squalifica dei singoli. Il rischio concreto è quello di una delegittimazione totale dell'intero comparto arbitrale, proprio mentre il calcio italiano cerca faticosamente di ritrovare una sua credibilità internazionale. Gianluca Rocchi si è detto certo di uscire indenne da questa vicenda, definendosi più forte di prima, ma il danno d'immagine per il movimento è già tangibile e richiederà anni di riforme strutturali per essere riparato.

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Pubblicato Domenica, 26 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 26 Aprile 2026

Marco P.

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