Il cammino di ricostruzione del calcio italiano riparte da Creta, dove l'Italia guidata da Silvio Baldini ha ottenuto una vittoria preziosa e carica di significati simbolici. Il 7 giugno 2026 resterà impresso come il giorno in cui la continuità ha finalmente premiato un gruppo giovane, sperimentale ma estremamente determinato. Sotto il cielo caldo della Grecia, gli Azzurri hanno replicato il medesimo punteggio ottenuto pochi giorni prima contro il Lussemburgo, un 1-0 di misura che porta ancora una volta la firma prestigiosa di Pio Esposito. L'attaccante di proprietà dell'Inter si sta confermando come l'uomo della provvidenza per questa Nazionale di transizione, dimostrando un fiuto del gol e una maturità tattica che sembrano indicare chiaramente chi debba essere il pilastro offensivo del prossimo ciclo tecnico. Il match di Creta non è stato però una semplice passerella amichevole, ma una vera e propria prova di forza caratteriale, specialmente nella seconda frazione di gioco, quando l'espulsione di Reggiani ha costretto la squadra a un finale di pura sofferenza.
La sfida è iniziata sotto i migliori auspici per la formazione di Silvio Baldini, che rispetto all'uscita precedente ha operato solo due variazioni nell'undici titolare, inserendo Ahanor per Favasuli e lanciando Ekhator dal primo minuto al posto di Cherubini. Proprio il giovane talento del Genoa si è reso protagonista nelle prime battute di gioco, mettendo in costante apprensione la retroguardia ellenica con strappi di velocità e una visione di gioco non comune per la sua età. Al minuto 18, la pressione italiana ha dato i suoi frutti: una manovra avvolgente ha permesso a Ekhator di servire un pallone filtrante per Pio Esposito, il quale ha controllato con classe e ha scagliato un destro potente verso la porta difesa da Vlachodimos. Una deviazione provvidenziale ha messo fuori causa l'estremo difensore greco, sancendo il vantaggio azzurro e confermando il momento di grazia dell'attaccante nerazzurro. Per Esposito si tratta del secondo gol consecutivo in questa finestra di amichevoli, un biglietto da visita importante in vista dei cambiamenti radicali che attendono la Federcalcio nelle prossime settimane.
Nonostante il vantaggio, l'Italia ha continuato a giocare con coraggio, cercando il raddoppio attraverso il possesso palla e le incursioni laterali di Koleosho. Proprio l'esterno è stato sfortunatissimo all'inizio della ripresa, quando una sua conclusione a colpo sicuro si è infranta contro la traversa a portiere battuto, strozzando in gola l'urlo del gol ai pochi ma rumorosi sostenitori italiani giunti nell'isola di Creta. Tuttavia, la gestione della partita si è complicata improvvisamente al minuto 68. Reggiani, che era entrato sul terreno di gioco solo tredici minuti prima per dare freschezza al reparto difensivo, ha commesso un'ingenuità fatale trattenendo vistosamente Douvikas lanciato a rete. L'arbitro non ha potuto far altro che estrarre il cartellino rosso, lasciando l'Italia in dieci uomini per l'ultimo convulso quarto d'ora. Da quel momento, la Grecia ha alzato il baricentro in modo prepotente, schiacciando gli Azzurri nella propria trequarti e affidandosi al talento dei suoi uomini migliori.
Negli ultimi dieci minuti, il fortino italiano ha vacillato ma non è crollato. Zafeiris è andato vicinissimo al pareggio con un destro chirurgico dall'interno dell'area che ha centrato in pieno il palo, con Gianluigi Donnarumma che è rimasto a guardare la traiettoria con il fiato sospeso. È stato l'episodio che ha definitivamente acceso gli animi, con gli ellenici pronti a riversarsi in avanti e l'Italia abile a pungere in contropiede. Proprio in una di queste ripartenze, Favasuli ha sfiorato il colpo del k.o. con un tiro a giro splendido, deviato in angolo da un miracoloso intervento di Vlachodimos. Il finale è stato un assedio disperato della Grecia, ma la solidità difensiva orchestrata da Baldini ha tenuto botta fino al triplice fischio finale, regalando al tecnico toscano la seconda vittoria su due partite della sua gestione temporanea.
Questo successo arriva in un momento cruciale per il futuro del movimento calcistico del nostro Paese. Con le elezioni della Federcalcio fissate tra circa due settimane, l'ambiente è in attesa di conoscere il nome del nuovo Presidente e del commissario tecnico che dovrà guidare la rinascita dopo la cocente delusione della mancata partecipazione al Mondiale. Tuttavia, il messaggio che arriva dal campo è di estrema speranza: esiste un gruppo di giovani calciatori pronti a prendersi le proprie responsabilità, capaci di soffrire e di vincere anche in contesti ostili. La prova di Pio Esposito, la leadership silenziosa di Donnarumma e la freschezza dei nuovi innesti sono le basi solide su cui costruire l'Italia del futuro. In attesa di decisioni istituzionali, la Nazionale di Baldini ha fatto il suo dovere, riportando un pizzico di orgoglio e serenità ai tifosi azzurri in questa calda estate del 2026. La strada è ancora lunga e tortuosa, ma il doppio successo contro Lussemburgo e Grecia rappresenta il miglior punto di partenza possibile per una nuova era calcistica.

