Italia Under 17 sul tetto d'Europa: a Tallinn il Belgio cade ai rigori, è leggenda azzurra

Gli azzurrini di Daniele Franceschini firmano un leggendario bis consecutivo dopo il successo del 2024: Fugazzola e Perillo trascinano il gruppo alla gloria

Italia Under 17 sul tetto d'Europa: a Tallinn il Belgio cade ai rigori, è leggenda azzurra

Il calcio italiano continua a scrivere pagine indelebili nella categoria giovanile, confermando una supremazia tecnica e mentale che non ha eguali nel panorama continentale contemporaneo. La serata di Tallinn, datata 7 giugno 2026, rimarrà scolpita nella storia della Federazione come il momento del definitivo consolidamento: l’Italia Under-17 è per la seconda volta consecutiva Campione d'Europa. Un successo arrivato al termine di una battaglia infinita contro un Belgio talentuoso e mai domo, risolta soltanto nella lotteria dei calci di rigore dopo che i novanta minuti regolamentari si erano chiusi sul punteggio di 1-1. La squadra guidata da Daniele Franceschini ha dimostrato una resilienza fuori dal comune, sapendo soffrire nei momenti di pressione avversaria e colpendo con cinismo quando tutto sembrava ormai perduto. Il cammino degli azzurrini in questa edizione del torneo è stato un crescendo di emozioni, culminato in una finale che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di tifosi collegati dall'Italia e i numerosi sostenitori giunti in Estonia.

La cronaca del match racconta di un primo tempo in cui i giovani Red Devils hanno cercato con insistenza di imporre il proprio ritmo. Il possesso palla belga è stato avvolgente, guidato da una mediana fisica e tecnica che ha messo a dura prova i meccanismi difensivi italiani. Le occasioni più pericolose per il Belgio sono nate dai piedi di Dierckx, che sugli sviluppi di un calcio d'angolo ha sfiorato la traversa, e dalle accelerazioni brucianti di Nga Kana, autentica spina nel fianco sulla fascia laterale. L’Italia, d’altro canto, ha scelto una strategia di contenimento e ripartenza, cercando di sfruttare la velocità di Corigliano in contropiede. Nonostante la pressione, la retroguardia azzurra ha retto bene l’urto, chiudendo la prima frazione di gioco sullo 0-0 e rimandando ogni verdetto alla ripresa. Il tecnico Daniele Franceschini ha saputo infondere calma ai suoi ragazzi durante l'intervallo, correggendo alcune spaziature tattiche che avevano concesso troppo campo agli avversari.

Il secondo tempo è iniziato sulla falsariga del primo, con il Belgio proiettato in avanti. Tuttavia, l'Italia ha iniziato a guadagnare metri, rendendosi più propositiva nella costruzione del gioco. Quando la partita sembrava incanalata verso lo 0-0, è arrivato il colpo di scena che ha gelato la panchina azzurra: all’85' minuto, il neo-entrato Ojea Cobiella ha seminato il panico nella difesa italiana, liberando un diagonale sinistro imprendibile per l’ottimo Lupo. Sembrava la fine del sogno, ma il carattere di questa Nazionale è emerso con una forza dirompente. Lanciata in un forcing disperato, l'Italia ha guadagnato un calcio di rigore all’88' per un netto fallo di mano in area belga. Sul dischetto, al 91', si è presentato Marcello Fugazzola: con una freddezza glaciale, il giovane talento azzurro ha trasformato il penalty, ristabilendo la parità e trascinando la sfida ai tiri dagli undici metri, data l'assenza dei tempi supplementari nel regolamento della competizione.

La sequenza dei rigori è stata un concentrato di adrenalina pura. Come già accaduto nella semifinale, il portiere Lupo è salito in cattedra, neutralizzando il primo tentativo belga calciato proprio da Ojea Cobiella. Nonostante l'errore successivo di Rocca, che aveva riacceso le speranze dei Red Devils, l'errore decisivo di Moorthamer — che ha colpito in pieno la traversa — ha consegnato a Perillo il pallone della gloria. Il centrocampista non ha fallito, spiazzando il portiere belga e facendo esplodere la festa tricolore sul prato della capitale estone. Questo trionfo rappresenta il celebre "Back to Back", la riconferma di un titolo già conquistato nel 2024, segno evidente che il lavoro svolto dal settore tecnico di Coverciano sta portando frutti straordinari. Giocatori come Fugazzola, Perillo e Lupo si candidano prepotentemente ad essere i protagonisti del calcio professionistico dei prossimi anni, portando avanti una tradizione che vede l'Italia ancora una volta regina d'Europa tra i giovani.

L'importanza di questo successo va oltre la semplice medaglia d'oro. Vincere due campionati europei Under-17 nel giro di tre anni significa aver costruito un modello vincente basato sulla valorizzazione del talento precoce e sulla capacità di gestire la pressione internazionale. Daniele Franceschini è riuscito a plasmare un gruppo coeso, capace di interpretare più moduli tattici e di non perdere mai la testa anche nelle situazioni di svantaggio estremo. Mentre i tifosi festeggiano questa nuova impresa, gli osservatori internazionali hanno già messo gli occhi sui protagonisti di questa cavalcata. Il futuro della maglia azzurra appare radioso, con una generazione di fenomeni che non ha paura di nessuno e che ha imparato a vincere fin da giovanissima. La vittoria di Tallinn è il manifesto di un'Italia che non smette mai di stupire e che si conferma, ancora una volta, l'élite assoluta del calcio giovanile mondiale.

Pubblicato Lunedì, 08 Giugno 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 08 Giugno 2026

Marco P.

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