Il sipario cala in modo amaro e silenzioso su una delle stagioni più travagliate della carriera di Romelu Lukaku. Proprio oggi, 13 maggio 2026, mentre il calciatore spegne 33 candeline, è arrivata l'ufficialità che nessuno nell'ambiente partenopeo avrebbe voluto sentire: la sua stagione con la maglia del Napoli è definitivamente conclusa. Dopo un lungo e sofferto confronto avvenuto presso il centro sportivo di Castel Volturno, il calciatore, di comune accordo con il tecnico Antonio Conte, lo staff medico del club e la dirigenza guidata dal presidente Aurelio De Laurentiis, ha deciso di fare rientro immediato in Belgio. L'obiettivo è chiaro ma estremamente complesso: tentare un recupero miracoloso in vista del Mondiale 2026 che si disputerà tra poche settimane in Nord America, coinvolgendo Stati Uniti, Canada e Messico.
La radice del problema risale ormai a diversi mesi fa, precisamente ad agosto 2025, quando Big Rom riportò una lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra. Un infortunio che fin dal primo momento è apparso come un macigno sulla condizione atletica di un calciatore dalla struttura fisica così imponente. Nonostante i numerosi tentativi di rientro e le terapie conservative messe in atto durante l'inverno, la cicatrice non ha mai smesso di tormentarlo, impedendogli di ritrovare quella brillantezza esplosiva che solo un anno fa era stata determinante per la conquista del quarto scudetto della storia del Napoli. La decisione di affidarsi alle cure dei medici della Nazionale belga presso il centro federale di Tubize rappresenta l'ultima spiaggia per un atleta che vede il tramonto della propria carriera internazionale minacciato da un corpo che sembra aver chiesto il conto.
La situazione è monitorata con estrema apprensione anche dal commissario tecnico dei Diavoli Rossi, Rudi Garcia. L'allenatore francese sperava di poter contare sull'esperienza del suo miglior marcatore storico per guidare il gruppo nelle amichevoli di lusso contro Croazia e Tunisia, previste per il 2 giugno e il 6 giugno. Tuttavia, i report clinici suggeriscono estrema cautela. Senza risposte concrete dagli allenamenti personalizzati dei prossimi giorni, il rischio che Lukaku debba rinunciare alla spedizione mondiale è altissimo. Il debutto iridato del Belgio contro l'Egitto, fissato per il 15 giugno, appare oggi come un miraggio lontano. La federazione belga non vuole forzare i tempi, conscia che un ulteriore ricaduta potrebbe compromettere non solo il torneo, ma l'intera integrità fisica futura dell'attaccante.
In casa Napoli, l'assenza di Lukaku pesa come un macigno in un momento cruciale della stagione sportiva. Gli uomini di Antonio Conte sono attesi da due battaglie campali contro il Pisa e l'Udinese, sfide decisive per blindare aritmeticamente la qualificazione alla prossima Champions League. Dover rinunciare al proprio centravanti di riferimento proprio nel rettilineo finale è un colpo durissimo per il tecnico pugliese, che ha sempre difeso il giocatore dalle critiche. Il mancato rientro per queste ultime due giornate di Serie A sembra inoltre profumare di addio definitivo. Il contratto e le prestazioni dell'ultimo anno suggeriscono che il ciclo di Romelu Lukaku in Campania possa essersi esaurito con questo infortunio, lasciando ai tifosi il ricordo agrodolce di un gigante che ha toccato il cielo con un dito per poi scontrarsi con la fragilità dei propri muscoli.

