Plusvalenze Napoli: Colpo di scena al processo di Roma

Stralciata la posizione del club per vizio di forma: De Laurentiis e Chiavelli in aula a dicembre per il caso Osimhen

Plusvalenze Napoli: Colpo di scena al processo di Roma

Il panorama giudiziario legato al mondo del calcio italiano vive una nuova, inaspettata battuta d'arresto che sposta ulteriormente in avanti le lancette della verità processuale. La IX sezione penale del Tribunale di Roma ha infatti acceso un simbolico semaforo giallo sul procedimento che vede coinvolta la Società Sportiva Calcio Napoli in merito all'ormai celebre vicenda delle plusvalenze fittizie. In un'aula carica di tensione e attesa, i giudici capitolini hanno disposto lo stralcio della posizione relativa al club partenopeo, ordinando un rinvio in fase preliminare che rimescola temporaneamente le carte di una partita legale iniziata ormai diversi anni fa e che continua a far discutere i vertici dello sport nazionale.

Alla base di questa decisione, che ha colto di sorpresa molti osservatori, vi è un vizio di forma puramente procedurale ma dalle conseguenze sostanziali: secondo il collegio giudicante, la procedura di notifica degli atti non sarebbe stata eseguita in modo corretto nei confronti dell'ente giuridico. Questo errore tecnico ha imposto la separazione temporanea della posizione della società da quella delle persone fisiche coinvolte. Tra queste ultime spicca inevitabilmente il nome del presidente Aurelio De Laurentiis, figura centrale non solo del club ma dell'intero sistema cinematografico e sportivo italiano. Insieme al patron azzurro, restano sotto la lente d'ingrandimento della magistratura il produttore cinematografico e suo storico braccio destro amministrativo Andrea Chiavelli, considerato l'architetto dei bilanci della società.

L'accusa mossa dai pubblici ministeri Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano è pesante: falso in bilancio. Al centro dell'inchiesta si stagliano le operazioni di mercato che hanno portato all'ombra del Vesuvio il difensore greco Kostas Manolas, prelevato dalla Roma, e soprattutto l'attaccante nigeriano Victor Osimhen, acquistato dai francesi del Lille nel 2020. Quest'ultima operazione, in particolare, è quella che ha generato i maggiori sospetti. La valutazione complessiva del calciatore fu di circa 71,25 milioni di euro, ma una parte consistente di tale cifra — circa 20 milioni — venne coperta attraverso il trasferimento al Lille del portiere Orestis Karnezis e di tre giovani promesse del vivaio azzurro: Ciro Palmieri, Luigi Liguori e Claudio Manzi. Secondo l'ipotesi accusatoria, le valutazioni di questi giovani calciatori sarebbero state gonfiate artificialmente per generare plusvalenze necessarie a far quadrare i bilanci relativi alle annualità 2019, 2020 e 2021.

Mentre la posizione della società dovrà ora tornare al vaglio di un'udienza preliminare per sanare il difetto di notifica, il processo per Aurelio De Laurentiis e Andrea Chiavelli è stato formalmente rinviato al prossimo 2 dicembre. Gli inquirenti e le difese prevedono che entro quella data la tranche riguardante il club azzurro possa essere riallineata a quella dei dirigenti, permettendo così una riunificazione dei procedimenti. Tale scenario eviterebbe una frammentazione dei giudizi che complicherebbe ulteriormente un iter già tortuoso. La strategia difensiva del Napoli ha sempre rivendicato la massima correttezza e trasparenza, sottolineando come le valutazioni dei calciatori siano soggette a variabili di mercato non oggettivabili in modo univoco, e come il club sia uno dei pochi in Italia ad aver mantenuto una stabilità finanziaria invidiabile pur in assenza di ricapitalizzazioni esterne massicce.

Tuttavia, il peso di questa inchiesta si riverbera ben oltre le aule del tribunale di piazzale Clodio. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di revisione delle pratiche contabili nel calcio europeo, con la Procura di Roma che ha ereditato il fascicolo dalla Procura di Napoli per competenza territoriale legata alla sede in cui il bilancio è stato certificato. Anche in Francia, le autorità hanno condotto indagini parallele sui conti del Lille, evidenziando anomalie che hanno alimentato il sospetto di un sistema coordinato per abbellire i conti dei club. Nonostante il Napoli sia già stato assolto in sede di giustizia sportiva per i medesimi fatti, il rito penale segue logiche differenti e standard probatori più stringenti, che potrebbero portare a esiti diversi o a sanzioni amministrative rilevanti per la società in base alla Legge 231 sulla responsabilità degli enti.

In questo scenario di attesa, il mondo del calcio osserva con apprensione. Una condanna per falso in bilancio non solo colpirebbe l'immagine di uno dei club più vincenti e virtuosi degli ultimi anni, ma potrebbe innescare una reazione a catena su altre operazioni simili ancora sotto la lente dei magistrati. Il rinvio al 2 dicembre rappresenta dunque solo l'ennesimo capitolo di una saga legale che sembra non voler finire, costringendo il management partenopeo a navigare tra le ambizioni sportive sul campo e le insidie burocratiche delle aule giudiziarie. La speranza della difesa è che il tempo supplementare concesso dal vizio di forma possa servire a chiarire ulteriormente la legittimità di operazioni che, a detta della società, riflettevano il reale valore di mercato dei talenti coinvolti.

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Pubblicato Mercoledì, 20 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 20 Maggio 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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