Il successo di Milano Cortina 2026 ha acceso i riflettori sull'Italia, spingendo a interrogarsi sul futuro dello sport e sulla possibilità di ospitare nuovamente i Giochi Olimpici. Giovanni Malagò, presidente del Comitato organizzatore, ha definito l'edizione appena conclusa come "le Olimpiadi dell'orgoglio, dei giovani e delle medaglie", esortando il paese a non disperdere l'entusiasmo e a guardare avanti. In un'intervista al Corriere della Sera, Malagò ha affermato che la partita per portare i Giochi estivi del 2040 a Roma è "aperta", ma ha sottolineato la necessità di un fronte politico compatto e di garanzie di stabilità per affrontare una sfida di tale portata.
L'idea di una nuova candidatura italiana, che potrebbe coinvolgere anche altre città come Firenze e Venezia, è certamente affascinante, ma richiede un'attenta pianificazione e una strategia condivisa. Come ha precisato Malagò, le valutazioni concrete inizieranno nel 2028, con la costruzione di una candidatura formale e la presentazione di un dossier dettagliato al CIO (Comitato Internazionale Olimpico). In questa fase cruciale, saranno coinvolti diversi attori: il CIO, il governo italiano (che dovrà fornire le necessarie garanzie finanziarie e politiche) e le amministrazioni comunali delle città interessate. Un elemento chiave sarà la garanzia di una stabilità politica a livello nazionale e locale, con organi in carica per almeno 4-5 anni, tenendo conto delle elezioni italiane del 2027.
Malagò invita alla prudenza e a non farsi travolgere da facili entusiasmi. Pur riconoscendo l'importanza dell'entusiasmo, sottolinea la necessità di coniugarlo con la realtà e con le esigenze concrete di una candidatura olimpica. Roma, in questo senso, rappresenta un punto di forza imprescindibile, grazie alla presenza di uno stadio attrezzato per l'atletica leggera con una capienza di almeno 60.000 posti, un requisito fondamentale per l'assegnazione dei Giochi. Le parole di Malagò riflettono una visione pragmatica e consapevole delle sfide che attendono l'Italia. La strada verso le Olimpiadi del 2040 è ancora lunga e tortuosa, ma la passione e la determinazione dimostrate durante Milano Cortina 2026 lasciano ben sperare.
Parallelamente alle discussioni sul futuro olimpico, l'attenzione è focalizzata sulle Paralimpiadi invernali. Malagò ha espresso il suo disappunto per la decisione del Comitato Paralimpico di consentire la partecipazione di atleti russi e bielorussi con bandiere e inni, una scelta che si discosta dalla linea adottata dal Comitato Olimpico. Secondo Malagò, questa decisione potrebbe comportare un rischio maggiore di problematiche e contestazioni, come dimostrato dal rifiuto di alcune delegazioni di sfilare durante la cerimonia di apertura. La questione della partecipazione di atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali rimane un tema delicato e controverso, che solleva interrogativi sui valori dello sport e sulla sua capacità di promuovere la pace e la comprensione tra i popoli.
L'assegnazione dell'ordine olimpico in oro a Malagò, così come al presidente Mattarella e alla premier Meloni, rappresenta un ulteriore riconoscimento del ruolo svolto dall'Italia nell'organizzazione di Milano Cortina 2026 e del suo impegno a favore dello sport e dei valori olimpici. Questo prestigioso riconoscimento premia il lavoro di squadra, la dedizione e la passione di tutti coloro che hanno contribuito al successo dei Giochi, confermando l'Italia come un paese capace di realizzare grandi eventi e di promuovere i valori dello sport a livello internazionale.

