La Uefa ha reso pubbliche le motivazioni dietro l'espulsione di Lloyd Kelly, difensore della Juventus, durante la recente partita. L'episodio incriminato è avvenuto a seguito di un contrasto aereo con Yilmaz. Nella ricaduta, il piede di Kelly è scivolato, impattando con i tacchetti sulla gamba dell'avversario. Nonostante l'apparente involontarietà del gesto, l'arbitro Joao Pinheiro ha inizialmente estratto un cartellino giallo, salvo poi essere richiamato all'on-field review dal VAR (Video Assistant Referee).
Dopo aver visionato le immagini, l'arbitro ha cambiato la sua decisione, optando per il cartellino rosso. Questa scelta ha ovviamente generato discussioni e interrogativi, data la natura fortuita dell'intervento. La Uefa, attraverso un comunicato ufficiale sul proprio sito internet, ha voluto fare chiarezza sulla vicenda. La nota spiega che la decisione è stata presa in quanto il giocatore della Juventus, nello specifico il numero 6 Kelly, "usando i suoi tacchetti ha avuto un forte contatto scorretto con la caviglia sinistra dell'avversario, mettendo chiaramente a repentaglio la sua incolumità".
In sostanza, secondo l'interpretazione della Uefa, l'intervento, seppur non intenzionale, è stato giudicato pericoloso per l'integrità fisica dell'avversario. Questo tipo di valutazione rientra nelle casistiche in cui un arbitro può decidere per l'espulsione diretta, anche in assenza di dolo. La decisione comporta una squalifica di due giornate per Kelly, un aggravio rispetto alla singola giornata che sarebbe derivata da un cartellino giallo. Ciò significa che il difensore dovrà saltare le prossime due partite della sua squadra, un'assenza che potrebbe pesare sull'equilibrio della formazione.
Episodi come questo sottolineano la crescente importanza del VAR nel calcio moderno. La tecnologia, pur non essendo infallibile, offre agli arbitri un supporto fondamentale per valutare azioni dubbie e prendere decisioni più accurate. Tuttavia, resta aperto il dibattito sull'interpretazione delle regole e sulla soggettività che, in alcuni casi, può ancora influenzare le scelte arbitrali. Il caso di Kelly è un esempio emblematico di come un singolo episodio possa cambiare le sorti di una partita e avere conseguenze significative per un giocatore e per la sua squadra.

