Il Gran Premio degli Stati Uniti ha lasciato tutti a bocca aperta, con prestazioni che hanno superato ogni aspettativa. Piero Taramasso, responsabile Michelin MotoGP, ha sottolineato l'enorme passo avanti compiuto durante il weekend ad Austin, evidenziando come l'evoluzione tecnica e il contributo degli pneumatici abbiano giocato un ruolo fondamentale. Nonostante il 2027 si profili come un anno di grandi cambiamenti regolamentari, il 2026 ha già mostrato un incremento prestazionale notevole.
"È andata decisamente bene," ha commentato Taramasso. "Siamo rimasti sorpresi dai tempi, che sono stati veloci da subito. Già dal venerdì abbiamo visto che la pista era in condizioni buone. Poi c'è stato subito il record in qualifica, una Sprint velocissima, 10 secondi più veloce del primato precedente, e la gara di domenica che è stata addirittura 19 secondi più veloce. In pratica, hanno girato quasi un secondo al giro più veloci e i tempi sono rimasti abbastanza costanti. Questo vuol dire che le scelte che avevamo fatto a livello di gomme erano corrette, ma anche che appunto la pista era in ottime condizioni".
La scelta degli pneumatici si è rivelata cruciale per molti piloti, con la gomma posteriore media che ha riscosso un grande successo fin dal venerdì. "Fin da venerdì mattina, tutti hanno girato con la gomma posteriore media ed è subito piaciuta. Di solito, quando la pista è poco gommata, i piloti si lamentano, perché la media è più adatta alle alte temperature. Invece hanno trovato dei buoni setting e sono stati immediatamente veloci. Per quanto riguarda l'anteriore, la soft è stata un po' messa da parte, perché era chiaro che l'opzione giusta fosse la media ed infatti è stata utilizzata sia nella Sprint che nella gara lunga. Al posteriore, tutti si sono indirizzati sulla media alla domenica, mentre nella Sprint sono andati in venti con la soft e solo Martin invece ha puntato sulla media".
La strategia di Jorge Martin, che ha optato per la gomma media nella Sprint, si è rivelata vincente, permettendogli di superare Pecco Bagnaia all'ultimo giro. "Io credo che sia stata un vantaggio soprattutto a livello psicologico, in particolare negli ultimi giri. Probabilmente dentro di sé si è detto di poter spingere di più avendo la media e quindi è riuscito a passare Pecco proprio all'ultimo giro. Ma fin dall'inizio Jorge ci ha sempre detto che con la media la moto gli risulta più naturale, più facile, e quindi è stato bravo a sceglierla, perché non è mai semplice quando gli altri vanno tutti in un'altra direzione. Lui invece era convinto, l'ha presa e ha vinto".
Nonostante i miglioramenti in termini di grip, i piloti hanno segnalato un peggioramento delle sconnessioni sulla pista. Taramasso ha confermato questa percezione, spiegando che la superficie non è omogenea a causa dei diversi interventi di rifacimento eseguiti nel corso degli anni. "Sì, perché ci sono pezzi d'asfalto che sono stati rifatti cinque anni fa, altri l'anno scorso, poi quando si formano i dossi, li vanno a limare. Per esempio, quest'anno c'era un tratto rifatto dopo la curva 1, quindi il fondo non è per niente omogeneo. Però il grip c'era e, infatti, oltre ad aver visto due gare molto veloci, abbiamo riscontrato anche un consumo delle gomme maggiori rispetto agli anni scorsi. Però è anche abbastanza normale di fronte a prestazioni di questo genere: in sei sono scesi sotto al vecchio giro record in gara e in qualifica erano stati addirittura in otto".
Un tema caldo riguarda le difficoltà della Ducati nella gestione delle gomme. Bagnaia ha evidenziato come siano costretti a far girare la moto di posteriore, un aspetto che Taramasso condivide. "È vero che forzano un po' di più sul posteriore e in questa situazione, quando la gomma cala, si creano anche delle vibrazioni. È evidente che devono trovare ancora la quadra. Adesso il gap con l'Aprilia c'è, è chiaro, ma sono convinto che la Ducati riuscirà a mettersi a posto o almeno a recuperare una parte del ritardo. Poi anche Marquez fisicamente non è ancora al 100%, si vede che non guida in maniera sciolta. Magari la pausa che c'è prima di Jerez lo aiuterà a recuperare e potrà servire anche alla Ducati per trovare qualcosa a livello tecnico".
Infine, Taramasso ha smentito le voci che attribuivano il vantaggio dell'Aprilia nelle prime gare alla carcassa più rigida degli pneumatici. "Ho sempre pensato che non fosse quello, perché ormai la carcassa più rigida la proponiamo da diverse stagioni, quindi tutti sanno come interpretarla e come lavorare sul setting. Anche i piloti si sono abituati. In questo momento, l'Aprilia ha proprio qualcosa in più a livello di moto".

