Falcon 9 sulla Luna: confermato l'impatto dello stadio superiore di SpaceX

Le analisi spettrali del VLT rivelano tracce di litio e sodio dopo lo scontro del razzo di Firefly Aerospace

Falcon 9 sulla Luna: confermato l'impatto dello stadio superiore di SpaceX

L'esplorazione spaziale moderna ha appena vissuto un momento di rara rilevanza scientifica, confermando come i residui tecnologici delle missioni terrestri possano trasformarsi in preziosi strumenti di indagine geologica extra-atmosferica. Gli astronomi hanno ottenuto una conferma definitiva: lo stadio superiore del razzo Falcon 9, catalogato con la sigla 2025-010D, ha impattato la superficie della Luna la mattina del 5 agosto. L'oggetto, caratterizzato da una massa imponente compresa tra le 3,9 e le 4 tonnellate, si è schiantato contro il suolo lunare intorno alle 09:35, viaggiando a una velocità spaventosa di circa 2,4 km/s. Sebbene non vi sia stata un'osservazione ottica diretta dell'impatto nel momento esatto del contatto, i dati spettrali raccolti sono considerati prove inconfutabili dell'evento.

Il punto di impatto stimato si trova in una regione geograficamente complessa, situata tra i crateri Einstein e Bell, nei pressi del bordo occidentale del disco lunare visibile. Questa specifica area risulta particolarmente difficile da monitorare dalla Terra a causa della sua posizione angolare, rendendo le osservazioni telescopiche tradizionali estremamente ardue. Nonostante queste difficoltà, la comunità scientifica internazionale si è mobilitata per documentare le conseguenze dello scontro. Sebbene la NASA disponga di satelliti in orbita lunare pronti a immortalare il nuovo cratere, l'ente spaziale statunitense ha mantenuto finora un rigoroso silenzio, in attesa di elaborare immagini ad alta risoluzione che possano confermare l'entità dei danni superficiali.

Il tassello decisivo per confermare il successo dell'impatto è giunto dal Cile, dove il Very Large Telescope (VLT) dell'European Southern Observatory (ESO) ha giocato un ruolo fondamentale. Poco dopo l'orario calcolato per la collisione, gli strumenti del telescopio hanno rilevato un'estesa nube di detriti e gas espulsi dalla superficie. Le analisi spettroscopiche hanno evidenziato la presenza di sodio e litio, elementi che sono rimasti sospesi sopra la superficie lunare per un intervallo di tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti, estendendosi per decine di chilometri. Mentre il sodio è un componente tipico del regolite lunare vaporizzato dall'energia dell'impatto, la presenza del litio è la firma inequivocabile del materiale artificiale: questo elemento è infatti comunemente utilizzato nei componenti e nelle batterie delle strutture dei razzi moderni. Carl Schmidt, a capo del team di osservazione, ha dichiarato che queste evidenze chimiche eliminano ogni ragionevole dubbio sulla natura dell'evento.

La storia di questo detrito spaziale risale al 15 gennaio 2025, quando il Falcon 9 venne lanciato per trasportare verso il nostro satellite i lander Blue Ghost della società Firefly Aerospace e Resilience della compagnia giapponese ispace. Dopo aver completato con successo il rilascio del carico utile, lo stadio superiore, lungo oltre 12 metri, è rimasto intrappolato in un'orbita caotica. Senza propellente residuo per una manovra di rientro controllato, il relitto è stato guidato verso il suo destino dalle forze gravitazionali combinate della Terra, della Luna e del Sole, oltre che dalla pressione della radiazione solare. I calcoli effettuati dal Center for Near-Earth Object Studies della NASA avevano previsto l'impatto con una probabilità del 100% nelle settimane precedenti l'incidente.

Le stime preliminari suggeriscono che l'energia cinetica rilasciata durante lo scontro potrebbe aver generato un cratere di circa 18 metri di diametro e 3,7 metri di profondità. Tuttavia, alcuni modelli indipendenti propongono scenari ancora più impattanti, con un diametro che potrebbe raggiungere i 40 metri a seconda della densità del suolo nel punto di contatto. Per verificare queste ipotesi, la NASA utilizzerà il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), mentre la Corea del Sud metterà a disposizione la ShadowCam situata sulla sonda Danuri, capace di scrutare le zone d'ombra con una sensibilità senza precedenti. Il confronto tra i rilievi topografici precedenti e quelli successivi al 5 agosto permetterà non solo di studiare la dinamica degli impatti ad alta velocità, ma anche di affinare i sistemi di monitoraggio per il crescente traffico di oggetti nell'area cislunare, una priorità assoluta per la sicurezza delle future basi permanenti sulla Luna.

Pubblicato Giovedì, 06 Agosto 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 06 Agosto 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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