Il panorama cinematografico e documentaristico mondiale si appresta a essere scosso dal debutto del trailer di Musk, l'attesissima opera del regista premio Oscar Alex Gibney dedicata alla figura dell'uomo più ricco della Terra, Elon Musk. In un clima di crescente attesa, la casa di distribuzione Bleecker Street ha annunciato un significativo spostamento della data di uscita nelle sale, fissando il debutto per il prossimo 9 ottobre. Questa decisione non è casuale ma deriva direttamente dall'enorme ondata di interesse pubblico generata dalle prime indiscrezioni, che promettono un'analisi profonda, cruda e senza precedenti sulla vita e sull'influenza globale del magnate sudafricano. Il film, che si preannuncia come un'epopea documentaristica della durata di quasi quattro ore, includerà un intervallo per permettere agli spettatori di metabolizzare la densità di informazioni e testimonianze raccolte da Alex Gibney nel corso di anni di ricerche.
La pellicola non si limita a una celebrazione dei successi tecnologici di SpaceX o Tesla, ma scava nelle dinamiche familiari e personali che hanno plasmato la psiche di Elon Musk. Tra i contributi più attesi spiccano le interviste a Justine Musk, prima moglie del miliardario, che offre uno sguardo intimo sui primi anni della loro unione e sull'ascesa dell'imprenditore, e a Errol Musk, il padre con cui il protagonista ha avuto un rapporto storicamente tormentato e complesso. A queste voci si aggiunge quella di Ashley St. Clair, madre di uno dei numerosi figli di Musk, e di vari collaboratori che hanno lavorato a stretto contatto con lui, descrivendo un ambiente lavorativo caratterizzato da una pressione estrema e da una visione del mondo che spesso sfida le convenzioni etiche e sociali. Dopo la premiere ufficiale a New York e Los Angeles, il documentario sarà distribuito su larga scala in tutti gli Stati Uniti, portando al grande pubblico un ritratto che molti definiscono già incendiario.
Il trailer stesso offre assaggi di una narrazione critica e serrata. Una delle voci fuori campo descrive Elon Musk come un individuo straordinariamente caotico e investito di un potere talmente vasto da risultare folle. Le critiche si estendono anche ai prodotti di punta del suo impero: nel video, un esperto definisce le vetture Tesla come macchine progettate per mentire all'utente sulle proprie effettive capacità, mentre scorrono immagini drammatiche di incidenti che hanno coinvolto veicoli in modalità Autopilot. Queste sequenze pongono l'accento sulla responsabilità sociale di un leader tecnologico che, secondo il regista, antepone spesso l'ambizione alla sicurezza collettiva. Il documentario esplora dunque il confine sottile tra innovazione visionaria e negligenza, mettendo in discussione la narrativa del genio infallibile che ha dominato i media per oltre un decennio.
Uno dei segmenti più controversi e discussi della pellicola riguarda le dichiarazioni di Ashley St. Clair in merito alle elezioni presidenziali americane del 2024. Secondo quanto riportato nel film, Elon Musk le avrebbe confidato di essere a conoscenza dell'esito elettorale molto prima del voto ufficiale, alimentando sospetti su un suo possibile ruolo attivo nell'influenzare i risultati. La frase attribuita al miliardario è lapidaria: non potendo correre per la presidenza, avrebbe deciso di usare tutto il suo peso per favorire la vittoria di Donald Trump contro Joe Biden. Queste rivelazioni sollevano interrogativi inquietanti sul potere delle Big Tech e sull'uso di piattaforme come X (precedentemente Twitter) per orientare il consenso politico mondiale, un tema che Alex Gibney affronta con la consueta precisione giornalistica che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
La reazione del team legale di Elon Musk non si è fatta attendere. L'avvocato Alex Spiro ha inviato una diffida formale a Alex Gibney, minacciando azioni legali se le insinuazioni riguardanti le frodi elettorali non verranno smentite. Alex Spiro ha definito tali affermazioni come false e calunniose, cercando di bloccare la diffusione di contenuti che potrebbero danneggiare la reputazione del suo assistito in un momento di estrema delicatezza geopolitica. Tuttavia, Alex Gibney ha risposto con fermezza durante una recente intervista, dichiarando di non essere sorpreso dalle minacce. Il regista ha sottolineato come il sistema legale americano sia spesso influenzato dalla disparità di risorse finanziarie, evidenziando che Elon Musk possiede più ricchezza di chiunque altro sul pianeta, ma ha anche definito ridicole le accuse mosse da Alex Spiro, dato che i legali del miliardario non hanno ancora avuto modo di visionare il film completo.
Il percorso di Musk nei festival internazionali è stato trionfale. Dopo il debutto mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia l'8 settembre, la pellicola è stata proiettata al Festival di Toronto e successivamente al festival di Camden, raccogliendo recensioni entusiastiche per la sua capacità di sintetizzare una figura così polarizzante in una struttura narrativa coerente e avvincente. In un'epoca in cui il controllo dell'informazione e delle infrastrutture spaziali e terrestri è concentrato nelle mani di pochi individui, il lavoro di Alex Gibney si pone come un atto necessario di controllo democratico, invitando il pubblico a riflettere sul costo del progresso quando questo è guidato da una sola, imprevedibile volontà. Il film si conclude con una riflessione sulle prospettive future dell'umanità sotto l'egida di leader tecnologici onnipotenti, lasciando allo spettatore l'onere di decidere se Elon Musk sia il salvatore della nostra specie o il suo più grande azzardo.

