Tesla ha iniziato una battaglia contro coloro che cercano di aggirare le restrizioni geografiche del suo sistema Full Self-Driving (FSD), noto anche come Autopilot. Storicamente, Tesla ha sviluppato e perfezionato le sue tecnologie di assistenza alla guida attiva utilizzando i dati raccolti negli Stati Uniti. Tuttavia, le limitazioni all'uso di queste tecnologie al di fuori degli USA non sono di natura tecnica, ma legale.
La logica di Tesla è chiara: se un veicolo Tesla, guidato dal sistema automatizzato, dovesse causare un incidente in un paese dove l'uso del FSD non è ufficialmente approvato, la responsabilità ricadrebbe interamente sull'azienda. Nonostante ciò, sono emerse soluzioni tecniche che permettono di attivare il FSD in regioni dove Tesla non lo offre ufficialmente. In alcuni casi, il FSD può essere attivato anche in aree del mondo dove i prodotti Tesla non sono destinati alla vendita.
Secondo alcune fonti, si è sviluppato un mercato di dispositivi venduti a circa 500 euro che, collegati alla rete CAN delle auto Tesla, rimuovono le restrizioni geografiche sull'uso del FSD. Molti utenti in Europa, Corea del Sud, Cina e Turchia hanno cercato di sfruttare questo trucco, ma recentemente hanno incontrato la resistenza di Tesla. I tecnici dell'azienda si sono connessi da remoto ai computer di bordo delle auto, hanno rilevato i dispositivi non autorizzati e hanno ripristinato le funzionalità di base dell'Autopilot, bloccando nuovamente l'accesso al FSD.
Coloro che avevano pagato per il FSD hanno perso l'accesso al software e hanno ricevuto comunicazioni da Tesla che li informavano della revoca della garanzia e della considerazione di tali dispositivi di terze parti come minacce alla sicurezza informatica. In Corea del Sud, tentare di modificare il software di bordo delle Tesla può comportare multe fino a 13.200 dollari o pene detentive fino a due anni. Nel paese, il FSD è ufficialmente disponibile solo per i modelli Tesla Model S, Model X e Cybertruck importati dagli USA. I modelli Model 3 e Model Y venduti in Corea del Sud e provenienti dalla Cina non possono utilizzare il FSD, anche se l'acquirente ha pagato in anticipo i 6.000 dollari necessari.
Secondo Electrek, la dirigenza di Tesla potrebbe essere accusata di ipocrisia riguardo a questi metodi per aggirare le restrizioni sull'Autopilot. Ad esempio, un blogger americano condivide regolarmente video di viaggi in cui non tocca mai il volante, anche se l'attuale versione del FSD richiede di tenere le mani sul volante. Si presume che l'auto di questo blogger utilizzi un dispositivo che elude tale requisito. Elon Musk stesso ha fatto riferimento ai video di questa fonte per dimostrare l'eccellenza delle tecnologie Tesla. Data l'attenzione dei regolatori di tutto il mondo, Tesla non vuole aggravare la situazione legale relativa all'uso improprio delle sue funzioni o al loro utilizzo in aree non autorizzate.
Questa vicenda solleva importanti questioni etiche e legali sull'autonomia dei veicoli e sulla responsabilità in caso di incidenti. Mentre Tesla continua a sviluppare e perfezionare le sue tecnologie di guida autonoma, è essenziale trovare un equilibrio tra innovazione e sicurezza, garantendo che l'uso di tali sistemi sia regolamentato in modo appropriato in diverse giurisdizioni. La battaglia contro gli "hacker" del FSD è solo un capitolo di una sfida più ampia che riguarda il futuro della mobilità e la convivenza tra uomo e macchina sulla strada.

