L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato il successo del lancio dei primi due satelliti della missione dimostrativa Celeste. Questa missione è progettata per testare nuove tecnologie di navigazione e valutare l'utilizzo di uno strato aggiuntivo in orbita terrestre bassa (LEO) per incrementare la resilienza e l'affidabilità dei sistemi di navigazione europei esistenti, come Galileo.
Il lancio del razzo vettore Electron della società Rocket Lab, con i satelliti a bordo, è avvenuto il 28 marzo alle 10:14 CET dal complesso di lancio Rocket Lab 1 situato nella penisola di Mahia, in Nuova Zelanda, nell'ambito della missione Daughter Of The Stars. Circa un'ora dopo, i satelliti si sono separati dal razzo vettore, raggiungendo l'orbita designata a un'altitudine di 510 km.
I due satelliti, denominati Celeste IOD-1 e Celeste IOD-2, sono stati sviluppati rispettivamente da consorzi guidati da GMV (Spagna) e Thales Alenia Space (Francia). Questi satelliti permetteranno di validare le tecnologie chiave, i nuovi segnali e le capacità di servizio, oltre a garantire l'uso delle frequenze necessarie nelle bande L e S per la fase operativa della missione, in conformità con le normative dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). Si prevede che entro il 2027 la missione raggiungerà la sua configurazione completa, composta da 11 veicoli spaziali in orbita, offrendo così una vasta gamma di opportunità per sperimentazioni in diverse bande di frequenza, ambienti di utilizzo e applicazioni.
Francisco-Javier Benedicto Ruiz, direttore della navigazione dell'ESA, ha dichiarato: "La missione dimostrerà come uno strato aggiuntivo in orbita terrestre bassa possa migliorare i sistemi di navigazione europei esistenti, rendendoli più resilienti, affidabili e capaci di fornire servizi completamente nuovi". L'Agenzia Spaziale Europea ha sottolineato che, grazie alla sua vicinanza alla Terra, Celeste offre la possibilità di ottenere segnali più robusti e utilizzare nuove frequenze. Si prevede che la missione diventerà un banco di prova orbitale per una vasta gamma di applicazioni, tra cui capacità di navigazione avanzate per veicoli autonomi, trasporti ferroviari, marittimi e aerei, maggiore accessibilità in ambienti urbani e regioni polari e artiche remote, posizionamento e scambio di messaggi migliorati con i servizi di emergenza durante i disastri naturali, tracciamento di dispositivi connessi e applicazioni dell'Internet delle cose (IoT) e persino navigazione interna.
La missione Celeste rappresenta un passo avanti significativo nello sviluppo di tecnologie di navigazione satellitare di nuova generazione. L'integrazione di uno strato aggiuntivo in orbita LEO promette di migliorare notevolmente le prestazioni e l'affidabilità dei sistemi di navigazione esistenti, aprendo la strada a una vasta gamma di nuove applicazioni e servizi. Questo progetto sottolinea l'impegno dell'ESA nel promuovere l'innovazione nel settore spaziale e nel fornire soluzioni avanzate per le esigenze di navigazione del futuro. La missione Celeste, con la sua configurazione completa di 11 satelliti prevista per il 2027, si preannuncia come un elemento chiave per il futuro della navigazione satellitare in Europa e nel mondo.

