L'era di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli inizia ufficialmente a mostrare i primi frutti tangibili sotto il sole del Trentino. Nella splendida cornice della SKI.IT Arena di Carciato, a Dimaro, la compagine partenopea ha colto la sua prima vittoria stagionale superando per 2-0 la Carrarese. Dopo il passo falso iniziale contro l'Arezzo, che aveva sollevato qualche timido mugugno tra i tifosi ancora in fase di adattamento al nuovo corso tecnico, il gruppo azzurro ha risposto con una prestazione solida, ordinata e a tratti brillante, nonostante i pesanti carichi di lavoro tipici di questa fase del ritiro estivo.
L'attenzione mediatica era tutta per le scelte tattiche di Allegri, che per l'occasione ha confermato il 4-3-3, affidando le chiavi della difesa alla coppia Rrahmani-Marianucci, con Di Lorenzo e Spinazzola pronti a spingere sulle corsie esterne. Il centrocampo, orfano di alcuni elementi chiave, ha visto agire il collaudato duo Anguissa-Lobotka a supporto del giovane e talentuoso Antonio Vergara, vero protagonista della giornata nel bene e nel male. In avanti, il tridente composto da Politano, Samuel Giovane e il gigante danese Rasmus Hojlund ha mostrato sprazzi di intesa che lasciano ben sperare per il futuro prossimo della stagione.
Il match si è acceso quasi subito. Al 9’ è stato Matteo Politano a far tremare i legni della porta toscana con una conclusione violenta che si è infranta sulla traversa. La risposta della Carrarese non si è fatta attendere, con Abiuso che pochi istanti dopo ha colpito il palo a Meret battuto. Tuttavia, al 23’, il Napoli ha trovato il vantaggio: un’azione corale avviata da Vergara ha permesso a Giovane di crossare basso per Rasmus Hojlund, che da rapace d'area ha depositato in rete il pallone dell'1-0. Il raddoppio è arrivato sul finire della prima frazione, al 44’, quando ancora un incontenibile Vergara si è procurato un calcio di rigore, trasformato con freddezza glaciale da Samuel Giovane.
La nota stonata della giornata è arrivata però nel finale di gara. Antonio Vergara, fresco di un rinnovo contrattuale blindato fino al 2031 che testimonia la fiducia totale della società nel suo talento, è stato costretto ad abbandonare il rettangolo verde a causa di un problema al ginocchio sinistro. L’immagine del calciatore con il ghiaccio sull'articolazione ha gettato un’ombra di preoccupazione sul volto di Massimiliano Allegri e dello staff medico. Con i cambi esauriti, il Napoli ha dovuto concludere la sfida in inferiorità numerica, ma la solidità difensiva ha permesso di mantenere la porta inviolata, un obiettivo esplicitamente richiesto dal tecnico livornese nel post-partita.
Proprio Allegri, ai microfoni della stampa presente in Val di Sole, ha analizzato con lucidità il momento della squadra: "È stato un test decisamente più probante rispetto al precedente. Oggi siamo stati più equilibrati e corti, e non aver subito gol è un segnale di crescita mentale fondamentale per le tre competizioni che ci attendono". Il riferimento alle ambizioni stagionali è chiaro, soprattutto considerando che la rosa è ancora un cantiere aperto. L'assenza di Alessandro Buongiorno in difesa e di Lucca in attacco ha limitato le rotazioni, portando il tecnico a sollecitare la dirigenza per un rinforzo nel reparto arretrato, sebbene con la consueta calma diplomatica che lo contraddistingue.
Il mercato resta lo sfondo inevitabile di questo ritiro di Dimaro. L'attesa febbrile per l'arrivo di Kevin De Bruyne è palpabile tra i tifosi presenti in Trentino; il campione belga è atteso a giorni per unirsi al gruppo e portare quel carico di esperienza e qualità internazionale necessario per puntare ai vertici della Serie A e figurare al meglio in Europa. Allegri ha sottolineato come la squadra abbia valori importanti, ma ha anche ribadito che con ancora 35 giorni di mercato davanti, la società valuterà ogni opportunità con estrema lucidità. L'integrazione di Hojlund procede secondo i piani: il danese, pur avendo bisogno di lavorare molto sulla condizione fisica data la sua stazza, ha già dimostrato di poter essere il terminale offensivo ideale per il gioco verticale cercato dal nuovo allenatore.

