Dopo la partita contro la Juventus, l'attaccante del Galatasaray, Victor Osimhen, ha fatto luce sul motivo della sua insolita mancata esultanza dopo aver segnato il gol del 3-1. In un'intervista post-partita, Osimhen ha spiegato che il suo gesto era un segno di profondo rispetto verso Luciano Spalletti, l'allenatore che ha avuto un ruolo cruciale nella sua crescita professionale. "Non ne ho bisogno. Credo sia importante rispettare un uomo a cui voglio bene e che ha avuto un ruolo importante nella mia carriera, parlo ovviamente di Spalletti", ha dichiarato Osimhen.
La decisione di non esultare, ha continuato, è nata da un sentimento di gratitudine e riconoscenza verso l'allenatore che lo ha guidato e supportato nel suo percorso. "Non sentivo il bisogno di esultare. Abbiamo giocato molto male, anche quando loro andati sotto di un uomo, per questo non c'era motivo di esultare. Anche quando abbiamo avuto l'opportunità di segnare il gol decisivo, quello del 3-1, non ho sentito la necessità di esultare".
Le parole di Osimhen rivelano un lato umano e sensibile del calciatore, spesso oscurato dalla sua immagine di bomber implacabile. Il suo gesto dimostra che, al di là della competizione e della rivalità sportiva, esistono valori come il rispetto e la gratitudine che vanno oltre il risultato sul campo. "Non sono quel tipo di giocatore, uno che cerca di nascondere le proprie emozioni, o che fa cose del genere. Ho visto tutto questa gente, che applaudiva i giocatori della Juventus per la performance, posso dire che sono felice...."

