Spalletti carica la Juve: "Cagliari come una finale di Champions!"

L'allenatore bianconero motiva la squadra in vista della trasferta sarda e analizza i singoli: da Bremer a Yildiz, passando per Locatelli

Spalletti carica la Juve: Cagliari come una finale di Champions!

La Juventus si prepara alla trasferta in Sardegna con un obiettivo ben preciso: affrontare il Cagliari come se fosse una finale di Champions League. Luciano Spalletti, alla vigilia del match, non vuole distrazioni e mette in guardia i suoi giocatori: il Benfica, prossimo avversario in Coppa, può attendere. La concentrazione è tutta rivolta alla sfida contro i rossoblù.

"Nel mirino c’è solo la partita contro il Cagliari. Questa per noi è la partita di Champions", ha ribadito Spalletti, sottolineando l'importanza di affrontare ogni impegno con la massima serietà e determinazione. Un approccio, quello del tecnico, volto a evitare cali di tensione e a mantenere alta la concentrazione della squadra.

Durante la conferenza stampa, Spalletti ha anche analizzato le prestazioni di alcuni singoli, a partire da Bremer: "Di Bremer sono molto contento, sta migliorando di partita in partita. Sono infortuni che ti lasciano perplessità, ma lui ha fatto pulizia totale nella sua testa. Viaggia sempre un po' col dosatore. Il cambio dell'ultima partita è stata solo una precauzione. In casi come questi è l'addizione degli sforzi che può dare problemi. Per il momento è dentro. Poi si ragionerà di volta in volta. Come giocatore è fortissimo, ma deve migliorare un po' con la palla al piede, se si inserisce può affettare la squadra avversaria in un attimo". Parole di elogio, dunque, per il difensore brasiliano, considerato un elemento fondamentale nello scacchiere bianconero.

Un altro talento su cui Spalletti punta molto è Adzic: "Ha capacità straordinarie, da giocatore top. Mi piacerebbe che facesse un po' di ordine nella sua testa, tra quello che deve lasciare e quello che deve sfruttare. Da fuori tira delle bastonate incredibili, ha motore, vede cose. Poi ogni tanto si perde perché non fa la cosa facile due volte, ma cerca subito qualcosa di sensazionale. Adzic non si tocca, mi aspetto solo grandi cose. È un tesoro nascosto". Il tecnico ha evidenziato le qualità del giovane giocatore, invitandolo a trovare maggiore equilibrio e concretezza nel suo gioco.

Spalletti ha poi espresso il suo pensiero sul calcio, collocandosi a metà strada tra "giochisti" e "risultatisti": "Como-Milan l'ho vista due volte. Perché ci sono sempre cose che puoi imparare, sia dal Como che dal Milan. Sarebbe bello approfondire certi temi. C'è quello che ti piace fare di più e ciò che ami, ma senza risultati è difficile. Il Como gioca così perché pensa che, così facendo, ha più probabilità di vincere. E per quanto visto in campo, fino a un certo punto, era anche un ragionamento corretto. Ma se giochi contro squadre dal blocco basso diventa rischioso. Sicuramente si può vincere in più modi".

L'allenatore ha sottolineato l'importanza di avere una propria identità, ma anche la capacità di adattarsi alle diverse situazioni: "Io ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà la possibilità di essere differente, ma senza mai snaturarla. Bisogna sempre avere equilibrio difensivo, avere la prevenzione sulle palle perse. A me come filosofie piacciono entrambe, mi piace essere aperto a entrambe le strategie. Diciamo che lo stare più bassi e ripartire può essere un rischio nel calcio attuale: hai più palloni in area e ci sono episodi che ti possono penalizzare. L'altro modo è più difficile: pressare, giocare a campo aperto, fare fuorigioco, ma è anche un modo di giocare più stimolante, più bello e direi anche più internazionale. Ripeto: da tutte e due le parti si imparano cose".

Infine, Spalletti ha affrontato il tema del mercato: "Ci sono un paio di cose che ci potrebbero mancare, ci pensa il direttore sportivo, che è una persona seria. Yildiz lo voglio lasciare tranquillo. È fortissimo e fa un lavoro straordinario, non gli voglio creare pressioni di alcun tipo. Kostic lo vedo motivato, Cabal è tornato ai suoi livelli. Quando i calciatori sono al top individuale puoi metterli ovunque. Chi lo dice che Locatelli non è adatto a fare il capitano? Dopo Modric è uno dei migliori per passaggi chiave più riusciti. Ci sono giocatori più adatti a creare opportunità e quelli più adatti a tenere l'equilibrio e, per me, lui è perfetto per questo doppio ragionamento. Ora è entrato nel ruolo che vorrei conoscesse fino in fondo: sono missioni per il bene della squadra, a volte lui fa anche quel lavoro sporco che non sempre è visibile. Lo vedo in crescita costante ed è un buon capitano per la Juve. David è cresciuto con tutta la squadra, alla squadra attuale ci si relaziona meglio. Ha capacità di creare spazi e i gol che ha fatto sono la conseguenza di questo. David e il gruppo sono complementari: hanno bisogno l'uno dell'altro. Siamo a braccetto. Openda? Lui ha caratteristiche diverse".

In sintesi, una conferenza stampa a tutto campo, in cui Spalletti ha toccato diversi temi, dalla preparazione alla partita contro il Cagliari all'analisi dei singoli giocatori, passando per le sue idee sul calcio e le strategie di mercato. Un messaggio chiaro e diretto, volto a motivare la squadra e a prepararla al meglio per le prossime sfide.

Pubblicato Venerdì, 16 Gennaio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 16 Gennaio 2026

Marco P.

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