La Ferrari non si arrende e prepara la sua risposta alla Mercedes nella sfida ai motori di Formula 1. La scuderia di Maranello, consapevole di accusare un divario di circa 20-25 cavalli rispetto al propulsore Mercedes AMG M17 E Performance, considerato il punto di riferimento, ha iniziato a lavorare in vista dell'ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). Tuttavia, è importante sottolineare che la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) non ha ancora ufficialmente dato il via libera all'utilizzo di questa opportunità di sviluppo aggiuntiva.
Secondo quanto previsto dal regolamento ADUO 2026, il campionato mondiale sarebbe stato suddiviso in tre fasi, con valutazioni dei motori a sei cilindri previste al sesto, dodicesimo e diciottesimo Gran Premio. Queste valutazioni avrebbero consentito interventi mirati a recuperare le prestazioni mancanti, con la possibilità di finanziare gli aggiornamenti attraverso un budget aggiuntivo e un incremento delle ore di test al banco prova. Tuttavia, l'annullamento dei GP del Bahrain e dell'Arabia Saudita non ha modificato le date delle valutazioni.
La valutazione tecnica della FIA avverrà dopo il GP di Miami, e entro un paio di gare, precisamente dopo il GP di Monaco, si conosceranno i costruttori ammessi all'ADUO. Oltre alla Ferrari, si attendono le decisioni per Audi, Honda e Red Bull Powertrains, con l'obiettivo di ridurre il divario prestazionale rispetto a Mercedes. Si stima che il motore Mercedes sviluppi una potenza di 550/560 cavalli, rendendo cruciale l'accesso all'ADUO per le scuderie concorrenti.
Lo staff guidato da Enrico Gualtieri, direttore tecnico dell’area PU (Power Unit), ha quindi iniziato a lavorare sulle prime modifiche, confidando nell'approvazione della FIA. Gli ingegneri Davide Mazzoni e Guido de Paola, responsabili dello sviluppo dell'ICE (Internal Combustion Engine) dello 067/6, stanno cercando di accelerare i tempi e hanno già definito un pacchetto di novità per sfruttare al meglio l'ADUO 1.
Le norme consentono due livelli di intervento: il primo, quando la differenza di potenza dal vertice supera il 2%, e il secondo, quando il divario supera il 4%. Considerando che il 2% della potenza Mercedes equivale a poco più di 11 cavalli, e che la Ferrari accusa un ritardo stimato tra i 20 e i 25 cavalli, la scuderia di Maranello potrebbe rientrare in entrambi i livelli di intervento. Il secondo pacchetto, tuttavia, è in bilico, poiché sarebbero necessari almeno 22 cavalli di differenza per accedere al piano di sviluppo successivo.
La questione, tuttavia, non è solo tecnica, ma anche politica. Si sospetta che Mercedes possa aver nascosto parte del suo potenziale nelle prime tre gare, forte della superiorità della W17. Allo stesso modo, la Ferrari potrebbe non aver sfruttato appieno la sua potenza per garantirsi l'accesso all'ADUO 2. Mentre Ferrari, Audi e Honda dovrebbero accedere all'ADUO 1, permangono dubbi sul motore RBPT siglato DM01, che sembra essere più performante del previsto. La Ferrari, quindi, si sta preparando per essere pronta il prima possibile, con l'obiettivo di introdurre le modifiche nel motore 2 dei 3 consentiti in stagione.

