Google ha siglato un accordo con Intel per l'utilizzo delle nuove generazioni di chip Xeon nei suoi data center dedicati all'intelligenza artificiale (IA). Questa mossa consolida una partnership di lunga data, risalente a quasi tre decenni fa, quando Google iniziò a utilizzare i processori Intel per le sue prime infrastrutture server.
I più recenti processori Intel Xeon 6 saranno impiegati per attività di training e inferenza nell'ambito dell'IA, rafforzando la posizione di Intel in un mercato precedentemente dominato da Nvidia. Questo accordo arriva in un momento cruciale, in cui le CPU stanno assumendo un ruolo di primo piano nella nuova fase della corsa all'IA. Dion Harris, responsabile dell'infrastruttura IA di Nvidia, aveva precedentemente affermato che le CPU stavano diventando un collo di bottiglia, poiché i carichi di lavoro degli agenti spingono le esigenze computazionali oltre le capacità delle GPU. Tuttavia, Lip-Bu Tan, CEO di Intel, ha sottolineato che "il dimensionamento dell'IA richiede più dei semplici acceleratori, richiede sistemi bilanciati".
Amin Vahdat, Chief Technologist per l'infrastruttura IA di Google, ha espresso fiducia nella roadmap Xeon di Intel, affermando che permetterà a Google di soddisfare le crescenti esigenze di performance ed efficienza dei suoi carichi di lavoro. I termini finanziari dell'accordo e le tempistiche non sono stati divulgati. In seguito all'annuncio, le azioni di Intel sono aumentate del 2%, mentre quelle di Alphabet (la società madre di Google) sono diminuite di poco più dell'1%.
Oltre all'impiego dei chip Xeon, Google e Intel hanno confermato una collaborazione, iniziata nel 2022, su un'altra tipologia di chip: l'Infrastructure Processing Unit (IPU). Secondo un comunicato stampa di Intel, questo acceleratore programmabile è progettato per alleggerire i processori principali da compiti di rete, storage e sicurezza. Google ha spiegato che l'IPU è stato sviluppato per aiutare i clienti a sfruttare al meglio il processore principale nei data center tradizionali, prendendo in carico attività "accessorie" come il routing del traffico di rete, la gestione dello storage, la crittografia dei dati e l'esecuzione di software di virtualizzazione.
Da oltre un decennio, Google sta anche sviluppando un proprio acceleratore IA specializzato, chiamato Tensor Processing Unit (TPU). Nel 2024, Google ha avviato la produzione del proprio processore Axion, basato su un'architettura Arm anziché sulla tradizionale architettura x86 di Intel. Questo testimonia la volontà di Google di diversificare le proprie soluzioni hardware e di non dipendere esclusivamente da un unico fornitore.
È interessante notare che, nell'agosto scorso, Intel ha venduto il 10% delle sue azioni al governo degli Stati Uniti, mentre a settembre Nvidia ha annunciato l'acquisizione di una quota di Intel per 5 miliardi di dollari. Grazie a questi investimenti, le azioni di Intel sono quasi triplicate nell'ultimo anno. Intel produce i suoi più recenti processori Xeon con la sua tecnologia 18A, presso lo stabilimento di produzione di chip in Arizona, inaugurato l'anno scorso. Nonostante i miliardi di dollari investiti per la produzione a contratto, i processori proprietari di Intel occupano ancora la maggior parte della capacità del nuovo stabilimento.
Infine, è stato reso noto che Elon Musk ha incaricato Intel di progettare, produrre e confezionare chip personalizzati per SpaceX, xAI e Tesla, nell'ambito del suo ambizioso progetto Terafab in Texas. Tuttavia, i dettagli finanziari e le tempistiche di questo accordo non sono ancora stati resi pubblici.
In sintesi, la partnership tra Google e Intel rappresenta un importante passo avanti per l'innovazione nell'ambito dell'intelligenza artificiale e dei data center, con Intel che si posiziona come un partner strategico chiave per Google, pur in un contesto di crescente competizione e diversificazione delle soluzioni hardware.

