La mente diventa musica: un paralizzato crea suoni con il pensiero

Grazie a un'interfaccia cervello-computer, uno psicologo compone brani per una band punk da Los Angeles

La mente diventa musica: un paralizzato crea suoni con il pensiero

Le interfacce cervello-computer (BCI) stanno rivoluzionando il modo in cui affrontiamo la perdita di funzioni corporee. Un esempio emblematico è quello di Galen Buckwalter, un ricercatore di psicologia di 69 anni, paralizzato, che ha trovato un modo innovativo per esprimersi attraverso la musica. Grazie a sei impianti cerebrali, Buckwalter non solo controlla un computer e ha recuperato parte della sensibilità tattile, ma genera anche temi musicali che sono stati integrati in un nuovo album della band punk Siggy di Los Angeles.

La storia di Buckwalter è segnata da una lesione spinale subita all'età di 16 anni durante un'immersione, che lo ha lasciato paralizzato dal torace in giù. Nel 2024, ha partecipato a uno studio sull'interfaccia cervello-computer presso il California Institute of Technology. L'intervento di craniotomia ha permesso l'impianto di sei chip Blackrock Neurotech nella corteccia motoria del suo cervello.

Ogni chip è dotato di 64 canali, fornendo ai ricercatori 384 flussi di dati neurali distinti per monitorare le intenzioni dell'utente. Questi segnali vengono decodificati, consentendo a Buckwalter di controllare un cursore, percepire il tatto con le dita (insensibili per decenni) e, soprattutto, utilizzare un'interfaccia audio computerizzata.

Buckwalter desiderava esplorare il suono del suo cervello. A tal fine, Sean Darcy, uno studente laureato del California Institute of Technology, ha sviluppato un software in grado di tradurre i pensieri in suoni controllabili. Il sistema di Darcy si basa sull'associazione della frequenza degli impulsi dei singoli neuroni all'altezza del tono. Ogni neurone ha una "frequenza di base" e, quando Buckwalter pensa a un movimento specifico, alcuni canali si attivano mentre altri si attenuano.

Darcy ha assegnato a ogni movimento mentale di base un tono specifico. Quando Buckwalter aumenta l'attività di un neurone, ad esempio immaginando di allungare un dito del piede, l'altezza del tono aumenta; quando la sopprime, l'altezza del tono diminuisce. Combinando diversi movimenti immaginari con diversi canali, può controllare più toni contemporaneamente, anche se ammette che controllare più di due movimenti mentali contemporaneamente è come "accarezzarsi la testa e la pancia allo stesso tempo".

Per rendere l'interfaccia più musicale, Darcy ha aggiunto una tastiera virtuale sopra il controllo continuo. I toni suonano solo quando l'attività neurale supera una soglia e si interrompono quando scende al di sotto, fornendo a Buckwalter qualcosa di più simile a uno strumento con note discrete piuttosto che a un flusso di dati grezzi. La connessione tra il cervello e l'impianto non è del tutto stabile. Lo stesso canale può smettere di corrispondere a un neurone funzionante, costringendo il team a ricalibrare e trovare cellule reattive prima di ogni sessione.

Per Buckwalter, le possibilità creative non sono solo una novità che integra il lavoro clinico, ma un elemento centrale di come, a suo avviso, dovrebbe evolvere la ricerca nel campo delle interfacce cervello-computer. Critica quella che considera una concentrazione ristretta sugli obiettivi sperimentali dei ricercatori a scapito degli interessi dei partecipanti stessi. Secondo lui, questo campo ristagnerà se le persone che vivono con gli impianti saranno trattate principalmente come fonti di dati piuttosto che come persone i cui motivi – musica, arte o altri progetti indipendenti – determinano l'agenda. "Penso che dobbiamo assolutamente studiare come usare questo per sviluppare la creatività", afferma. "Il recupero, sì, è al primo posto. Ma siamo molto più che semplici movimenti e sensazioni".

La band punk Siggy è diventata un banco di prova per la sua filosofia. I musicisti hanno incluso una delle tracce create nel laboratorio di Buckwalter in "Wirehead", la title track del loro ultimo album, pubblicato il 15 marzo. La composizione utilizza suoni ottenuti direttamente dai suoi segnali neurali, con Darcy che funge da ingegnere del suono, modulando i parametri mentre Buckwalter esegue la musica controllando il suo cervello.

Attualmente stanno lavorando alla creazione di interi brani esclusivamente da "musica neurale", avvicinandosi a quella che Buckwalter descrive come una console da DJ che nasce completamente dall'attività della sua corteccia motoria. Per una tecnologia che è ancora in gran parte definita da indicatori clinici, questo offre una prima idea di come le interfacce cervello-computer potrebbero essere utilizzate sia nella cultura che nella sanità.

Pubblicato Giovedì, 02 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 02 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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