Una nuova stella brilla nel firmamento dell'intelligenza artificiale: Elorian, startup fondata da Andrew Dai, ex ricercatore di Google DeepMind, insieme a Yinfei Yang (ex Google e Apple) e Seth Neel (ex professore di Harvard). L'ambizioso progetto? Sviluppare modelli di AI capaci di una comprensione visiva più profonda, paragonabile, secondo Dai, a quella di un bambino di tre anni. Questa capacità, apparentemente semplice, potrebbe sbloccare nuove frontiere in settori strategici come l'architettura, l'automotive e la robotica.
L'idea ha subito catturato l'attenzione degli investitori: Elorian ha incassato ben 55 milioni di dollari di finanziamenti, raggiungendo una valutazione iniziale di 300 milioni di dollari. Tra i finanziatori figurano nomi di spicco come Striker Venture Partners, Menlo Ventures, Altimeter Capital, oltre a Nvidia e al rinomato ricercatore AI Jeff Dean. Questo sostegno finanziario massiccio sottolinea la fiducia nel potenziale di Elorian di rivoluzionare il campo dell'intelligenza artificiale visiva.
Attualmente, un team di oltre dieci persone è al lavoro per creare modelli visivi più efficienti. La società è già in contatto con potenziali clienti e prevede di lanciare il suo primo modello di ragionamento logico, accessibile al pubblico, entro circa 12 mesi. Elorian punta a superare i limiti degli attuali modelli, spesso inadeguati nell'analisi visiva di immagini satellitari o nell'esplorazione di dettagli complessi. Per raggiungere questo obiettivo, la società ritiene necessario creare modelli specificamente progettati per comprendere il mondo che ci circonda. Un approccio mirato, che si discosta dalla tendenza attuale di investimenti massicci in modelli generalisti.
La strategia di sviluppo di Elorian si basa sull'utilizzo di modelli open source, liberamente utilizzabili e modificabili, come base per i suoi primi prodotti AI. L'azienda valuta anche la possibilità di rilasciare versioni più compatte dei suoi modelli alla comunità open source, pur mantenendo una versione proprietaria di punta. Questa combinazione di approccio aperto e proprietà intellettuale potrebbe rivelarsi vincente per favorire l'innovazione e al tempo stesso garantire un vantaggio competitivo.
Secondo Dai, nonostante i progressi compiuti dalla programmazione, i modelli attuali non sono ancora in grado di prendere decisioni cruciali per la progettazione di prodotti complessi come automobili avanzate o razzi efficienti. “Non è qualcosa che si può semplicemente esprimere con il codice e ottenere un razzo più veloce”, afferma. “È necessario progettare un oggetto fisico, e questo progetto esiste nel mondo fisico”. Questa visione pragmatica sottolinea l'importanza di un'AI capace di comprendere e interagire con il mondo reale.
Dai rappresenta una nuova ondata di ricercatori che lasciano i grandi laboratori per dedicarsi a progetti più specializzati, in un panorama AI in rapida evoluzione. La sua azienda si concentra meno sulla creazione di contenuti multimediali e più sulle capacità di ragionamento logico.

