Microsoft ripensa i data center dopo gli attacchi in Medio Oriente

La minaccia iraniana cambia le strategie di sicurezza e localizzazione delle infrastrutture cloud globali

Microsoft ripensa i data center dopo gli attacchi in Medio Oriente

Dopo gli attacchi reciproci tra Stati Uniti, Israele e Iran, con conseguenti azioni contro le infrastrutture dei data center di società americane, Microsoft sta valutando una revisione radicale nella progettazione e costruzione dei suoi nuovi centri dati. La notizia è stata riportata da The Register, evidenziando un cambio di passo significativo nel settore.

Secondo quanto dichiarato dal presidente di Microsoft, Brad Smith, in una recente intervista, questi eventi influenzeranno inevitabilmente il modo in cui verranno concepiti e realizzati i data center in futuro. Tuttavia, l'impatto potrebbe variare notevolmente a seconda della regione geografica. L'obiettivo primario sembra essere la creazione di infrastrutture fortificate, capaci di resistere a potenziali attacchi fisici. Smith ha inoltre sollecitato l'adozione di normative internazionali più severe per proteggere le infrastrutture civili, includendo esplicitamente i data center in questa categoria.

Sebbene Microsoft sia abituata a fronteggiare attacchi informatici alle sue infrastrutture, finora non si erano mai verificati attacchi fisici diretti ai suoi data center. Nel contesto del recente conflitto, l'Iran ha rivendicato attacchi contro data center situati negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. I media statali iraniani hanno motivato tali azioni sostenendo che i centri dati potrebbero essere utilizzati per supportare operazioni militari e di intelligence degli Stati Uniti. Inoltre, l'Iran ha minacciato di colpire i data center di OpenAI in costruzione ad Abu Dhabi, un progetto di vasta portata denominato Stargate, realizzato in collaborazione con la società locale G42.

La presenza di Microsoft in Medio Oriente è significativa, con data center operativi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e in Israele. L'azienda prevede di avviare le operazioni anche in Arabia Saudita entro la fine del 2026. È importante notare che i data center di Microsoft nella regione potrebbero trovarsi nel raggio d'azione delle capacità offensive iraniane, sebbene finora nessuno di essi abbia subito danni.

Già nel 2024, l'ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, aveva prefigurato uno scenario in cui i data center di Stati Uniti e Cina sarebbero stati protetti da basi militari. Alla luce degli attacchi recenti in Iran e delle conseguenti ritorsioni, gli esperti del settore ritengono che sia necessario rivedere l'approccio alla resilienza del cloud, tenendo conto della possibilità concreta di attacchi alle infrastrutture fisiche. Questo implica non solo il potenziamento della sicurezza fisica dei data center, ma anche una maggiore diversificazione geografica e la creazione di sistemi di backup e failover più robusti per garantire la continuità dei servizi anche in situazioni di crisi. La dipendenza crescente dalla tecnologia cloud rende imperativo proteggere queste infrastrutture critiche da ogni possibile minaccia, sia essa cibernetica o fisica.

Pubblicato Giovedì, 09 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 09 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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