L'annuncio di una possibile offerta pubblica iniziale (IPO) per OpenAI, la startup in rapida crescita nel settore dell'intelligenza artificiale, sta generando grande interesse nel mondo finanziario. Se da un lato l'IPO rappresenta un'opportunità per raccogliere capitali significativi per sostenere l'espansione, dall'altro implica una maggiore responsabilità nella gestione delle risorse. Sarah Friar, direttore finanziario di OpenAI, ha rivelato che una parte delle azioni sarà offerta agli investitori privati, aprendo potenzialmente le porte a un pubblico più ampio.
In una dichiarazione a CNBC, Friar ha spiegato che OpenAI ha iniziato a valutare l'opportunità di coinvolgere gli investitori privati durante un recente collocamento privato di azioni. L'interesse dimostrato da questi ultimi ha convinto l'azienda a riservare una quota di azioni per loro al momento dell'IPO. Questa decisione riflette la volontà di OpenAI di promuovere la fiducia nell'intelligenza artificiale, coinvolgendo un pubblico più vasto e democratizzando l'accesso alle opportunità di investimento nel settore.
Friar ha sottolineato l'importanza di scegliere il momento giusto per l'IPO, menzionando l'intenzione di SpaceX di Elon Musk di quotarsi in borsa quest'anno, offrendo fino al 30% delle sue azioni agli investitori privati. La direttrice finanziaria ha tracciato un parallelo tra le due società, affermando che, così come molti desiderano possedere una quota di un'azienda aerospaziale, altrettanto interesse potrebbe esserci per ChatGPT. Il fatto di essere un marchio rivolto al consumatore finale facilita questo processo.
Recentemente, OpenAI ha già sperimentato la vendita di azioni a investitori privati tramite banche di fiducia, raccogliendo circa 3 miliardi di dollari, una cifra tre volte superiore alle aspettative iniziali. L'elevata domanda ha persino mandato in tilt il sistema di una delle banche coinvolte. Pur non specificando una data precisa per l'IPO, Friar ha sottolineato che la preparazione all'offerta pubblica è considerata una pratica di "buona igiene" per l'azienda. Attualmente, la capitalizzazione di OpenAI è stimata in 852 miliardi di dollari, e l'azienda ha recentemente raccolto circa 122 miliardi di dollari da investitori strategici e istituzionali. Secondo Friar, con queste dimensioni, non è possibile rimanere una società privata a tempo indeterminato.
Friar ha evidenziato che una società quotata in borsa può raccogliere capitali anche tramite l'emissione di obbligazioni. OpenAI prevede di investire 600 miliardi di dollari nello sviluppo della sua infrastruttura nei prossimi cinque anni. La potenza di calcolo è considerata non solo l'asset più importante, ma anche una forte arma competitiva. Secondo Denise Dresser, direttore delle entrate di OpenAI, la strategia di sviluppo dell'azienda si basa sul segmento commerciale. Si prevede che entro la fine dell'anno, i clienti aziendali rappresenteranno la metà del fatturato totale. Le soluzioni di OpenAI sono già ampiamente utilizzate dalle aziende più avanzate nell'implementazione dell'intelligenza artificiale. Ad esempio, mentre all'inizio del trimestre il Codex era poco utilizzato, ora conta oltre 3 milioni di utenti.
L'apertura di OpenAI verso gli investitori privati rappresenta un'evoluzione significativa nel panorama finanziario e tecnologico. Questa mossa potrebbe democratizzare l'accesso agli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale, consentendo a un pubblico più ampio di partecipare alla crescita di una delle aziende più innovative al mondo.

