Cina blocca l'acquisizione della divisione robotica di ABB da parte di SoftBank per 5,4 miliardi
Lo stop di Pechino ferma il progetto Roze AI e aggrava le perdite di mercato della holding giapponese, che ha visto svanire 140 miliardi di dollari di capitalizzazione da giugno.
Le autorità della Cina hanno bloccato l'acquisizione della divisione di robotica della multinazionale svizzera ABB da parte di SoftBank, un'operazione dal valore stimato di 5,4 miliardi di dollari. La decisione rappresenta un duro colpo per la holding giapponese e conferma la linea di rigore adottata da Pechino nei confronti dell'esportazione di tecnologie avanzate verso i concorrenti internazionali. Lo stop arriva in un momento di forti tensioni geopolitiche, in cui la gestione delle infrastrutture tecnologiche è diventata un elemento centrale della sicurezza nazionale cinese.
Secondo le informazioni diffuse da ABB, con sede a Zurigo, è stata la stessa SoftBank a comunicare la decisione dell'organismo statale cinese preposto al controllo degli investimenti esteri. Il mercato cinese costituisce per ABB il principale bacino di vendita, rendendo l'autorizzazione di Pechino vincolante per la transazione. La holding guidata da Masayoshi Son intendeva utilizzare il comparto robotico per lanciare Roze AI, una nuova struttura dedicata all'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi logistici e industriali, con l'obiettivo di quotarla in borsa entro la fine del 2026.
L'intervento di Pechino mira a proteggere le tecnologie sviluppate sul territorio, evitando che possano essere impiegate da aziende di Paesi alleati degli Stati Uniti. La divisione di ABB coinvolta impiega migliaia di dipendenti in Cina e produce bracci meccanici e veicoli autonomi fondamentali per il settore manifatturiero. La Cina detiene attualmente una posizione di leadership globale nell'intelligenza artificiale fisica, settore che automatizza compiti come lo spostamento di merci e la gestione dei trasporti.
Per SoftBank, il blocco aggrava una situazione di mercato complessa. Nonostante la società avesse raggiunto il primato come azienda di maggior valore in Giappone nel giugno scorso, il prezzo delle sue azioni è recentemente calato del 6,7%, segnando una flessione di oltre il 50% rispetto ai massimi. Questa perdita ha bruciato circa 140 miliardi di dollari di capitalizzazione. Le difficoltà del gruppo sono alimentate dall'incremento del debito dovuto ai tassi di interesse e dal rallentamento dei progetti legati all'IA, inclusa l'attesa per gli investimenti in OpenAI che hanno risentito della crescita di Anthropic.
Questa mossa si inserisce in un quadro di restrizioni incrociate: Pechino ha già limitato le esportazioni in settori come le biotecnologie, reagendo alle decisioni degli Stati Uniti di bloccare l'invio di microchip avanzati. In passato, le autorità cinesi avevano già fermato l'acquisizione della startup Manus da parte di Meta, segnalando una vigilanza sempre più stretta sulle operazioni internazionali.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 6 novembre 2026, 18:34 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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