Micron sospende i lavori per la nuova fabbrica di memorie a Taiwan dopo lo scontro con i sindacati
Lo stop al progetto Fab 11E da oltre 4 miliardi di dollari a Taoyuan nasce dalle richieste dei lavoratori di una quota fissa sugli utili record trainati dal settore dell'intelligenza artificiale.
Micron ha interrotto le operazioni di costruzione del suo nuovo stabilimento di produzione di memorie, denominato Fab 11E, situato nella città di Taoyuan, nel nord di Taiwan. La decisione giunge in seguito a un aspro conflitto con il sindacato locale riguardante la distribuzione dei profitti generati dall'aumento dei prezzi dei componenti. Il progetto, che prevede un investimento complessivo stimato tra i 3 e i 4,5 miliardi di dollari, rappresenta un tassello fondamentale per la strategia globale dell'azienda statunitense nel settore dei semiconduttori.
L'impianto Fab 11E era stato progettato per la produzione di memorie DRAM e HBM, componenti essenziali per i sistemi di intelligenza artificiale e per i centri di elaborazione dati. Secondo i piani originali, l'avvio della produzione era previsto per il 2028. La sospensione dei lavori mette ora a rischio le tempistiche di espansione di Micron, che intendeva utilizzare lo stabilimento per rafforzare la propria posizione di mercato rispetto ai concorrenti diretti come Samsung Electronics e SK hynix.
Alla base della controversia ci sono le divergenze tra la dirigenza e il sindacato dei dipendenti della divisione taiwanese sulla ripartizione degli utili. I lavoratori chiedono l'istituzione di un sistema di bonus permanente che preveda il versamento al personale del 15% dell'utile operativo dell'azienda. Inoltre, i rappresentanti sindacali insistono affinché i pagamenti avvengano in contanti invece della forma parziale in azioni attualmente prevista. Sebbene a ottobre sia stato raggiunto un accordo con il sindacato più grande nella città di Taichung, i dipendenti di Taoyuan non hanno accettato le medesime condizioni, portando allo stallo attuale.
La dirigenza di Micron ha espresso il timore che la validità dell'accordo precedentemente siglato possa essere contestata, rendendo necessari nuovi cicli di negoziazione. Taiwan ricopre un ruolo vitale per l'azienda: circa il 60% dei chip DRAM e una parte significativa dei chip HBM vengono prodotti sull'isola. Con circa 15.000 dipendenti attivi nelle sedi taiwanesi, ovvero un quarto della forza lavoro globale della società, ogni interruzione locale ha ripercussioni significative sull'intera catena di fornitura.
Per l'equipaggiamento della Fab 11E, Micron aveva pianificato l'acquisto di macchinari avanzati dall'azienda olandese ASML. Il blocco del progetto non incide solo sulla capacità produttiva futura, ma interferisce anche con i piani di modernizzazione tecnologica necessari per competere nel segmento delle memorie per l'intelligenza artificiale. Nonostante le difficoltà nel cantiere di Taoyuan, i rappresentanti della società hanno dichiarato che tutti gli altri stabilimenti attivi a Taiwan continuano a operare normalmente, garantendo la continuità delle forniture ai clienti.
La società ha confermato l'intenzione di proseguire i colloqui con il sindacato di Taoyuan attraverso la mediazione delle autorità locali. Anche il Ministero dell'Economia di Taiwan si è dichiarato pronto a facilitare una risoluzione del conflitto. Un nuovo incontro tra le parti è stato fissato per il 6 novembre. Sebbene Micron abbia ammesso l'esistenza del contrasto sindacale, non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali definitive riguardo alla durata della sospensione della costruzione.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 6 novembre 2026, 18:05 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
Newsletter gratuita
Ogni venerdì le notizie della settimana nella tua casella
Le principali, le più lette e il punto sul gioco pubblico. Ti disiscrivi quando vuoi.


























