Cyber-sicurezza: rilevati proxy residenziali nella rete della Casa Bianca
Un rapporto di Layer3 Intel evidenzia l'uso di servizi come Infatica su dispositivi dell'amministrazione USA, permettendo a terzi di affittare gli IP governativi per soli 60 centesimi.
Alcuni dipendenti della Casa Bianca hanno utilizzato computer o dispositivi mobili su cui erano installati servizi di proxy residenziali, esponendo gli indirizzi IP dell'amministrazione alla possibilità di noleggio da parte di terzi per scopi esterni. La società di sicurezza Layer3 Intel ha riferito che questa attività è stata individuata all'interno della rete assegnata all'Ufficio Esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, identificata come sistema autonomo AS2650, nel periodo compreso tra il 5 ottobre e il 3 novembre. In questo arco temporale, sono stati registrati 236 casi di traffico internet in uscita attraverso l'infrastruttura governativa.
Le analisi tecniche hanno collegato l'attività in uscita all'uso del servizio Infatica su diversi dispositivi dotati di sistema operativo Windows 11. Questi applicativi proxy vengono spesso integrati in software gratuiti per desktop o dispositivi mobili tramite kit di sviluppo (SDK) e permettono a soggetti esterni di affittare l'indirizzo IP di un utente per mascherare la propria posizione reale o il proprio traffico internet. Secondo quanto riportato, la società proprietaria dell'applicazione Infatica aveva precedentemente fornito indirizzi IP utilizzati per attacchi informatici ai database dei sistemi elettorali negli stati dell'Arizona e dell'Illinois.
I nodi di uscita del proxy all'interno della Casa Bianca sono stati associati a sei indirizzi IP specifici e sono rimasti attivi per un totale di 26 giorni. La maggior parte del traffico è stata rilevata tra le ore 17:00 e la mezzanotte locale. Sebbene Infatica sia stato identificato esplicitamente, il rapporto indica che fino a 28 diversi servizi di questo tipo potrebbero aver operato attraverso la rete dell'amministrazione statunitense. Questi intermediari vendono l'accesso alla banda e agli indirizzi IP a prezzi molto contenuti, con tariffe che partono da circa 0,60 dollari per gigabyte, consentendo potenzialmente a chiunque di operare attraverso reti istituzionali protette.
I ricercatori di Spur, un servizio specializzato nel tracciamento dei server proxy, hanno evidenziato che il problema non riguarda esclusivamente la presidenza statunitense. L'uso di tali servizi è stato individuato in quasi 300 reti appartenenti a strutture governative o da esse gestite, oltre che in 318 aziende di servizi pubblici, 166 istituti medici e ospedalieri e 141 società del settore bancario e finanziario. Spesso queste applicazioni vengono eseguite sui dispositivi personali che i dipendenti portano sul luogo di lavoro. Gli sviluppatori di software utilizzano i proxy residenziali per monetizzare le applicazioni gratuite, ricevendo piccoli compensi economici per ogni installazione effettuata sui dispositivi degli utenti.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 6 novembre 2026, 18:07 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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