Entanglement Quantistico: Realizzata la connessione remota via microonde predetta nel 2004

Fisici di fama internazionale aprono una nuova era per il calcolo distribuito implementando un metodo rivoluzionario che evita il controllo diretto dei singoli fotoni

Entanglement Quantistico: Realizzata la connessione remota via microonde predetta nel 2004

Il panorama della fisica quantistica ha appena vissuto uno dei momenti più significativi dell'ultimo ventennio, grazie alla prima implementazione pratica di un metodo di creazione dell'entanglement tra due qubit remoti, teorizzato originariamente nel lontano 2004. Questa scoperta non rappresenta soltanto una nuova prova dell'esistenza di questo fenomeno affascinante, ma introduce un paradigma metodologico radicalmente diverso per la sua generazione. Per la prima volta, i ricercatori sono riusciti a correlare due unità di informazione quantistica distanti attraverso un flusso comune di radiazioni a microonde appositamente preparate, senza che queste dovessero interagire direttamente tra loro in alcun modo.

L'entanglement quantistico è il cuore pulsante del calcolo moderno, creando stati correlati in una coppia di qubit che permettono di superare i limiti dei computer binari tradizionali. Questo fenomeno è quello che Albert Einstein definì ironicamente come una inquietante azione a distanza, data l'impossibilità intuitiva di spiegare come la misurazione di un'unità sulla Terra possa determinare istantaneamente lo stato della sua controparte, anche se questa si trovasse nella costellazione di Cassiopea. Nel contesto dei laboratori di oggi, la sfida è sempre stata quella di rendere questa connessione stabile, ripetibile e scalabile.

Tradizionalmente, per generare questo stato di correlazione, gli scienziati hanno fatto affidamento su due tecniche estremamente complesse: l'invio di un singolo fotone rigorosamente controllato da un punto all'altro, o l'utilizzo di un miscelatore che riceve un fotone da ciascun qubit con un monitoraggio costante del risultato. Entrambi i processi richiedono sistemi di feedback sofisticati, misurazioni continue e correzioni in tempo reale dei parametri. Il nuovo metodo, invece, agisce in modo quasi passivo, simile a un bagno energetico in cui i qubit vengono immersi, raggiungendo lo stato di entanglement in modo naturale e senza la necessità di complessi meccanismi di controllo attivo.

L'esperimento si è basato sull'utilizzo di due qubit superconduttori basati sulle giunzioni di Josephson. Ogni unità riceveva, tramite cavi separati, una parte di una coppia di segnali a microonde interconnessi, generati da un trasformatore parametrico Josephson. Grazie al legame preesistente tra i flussi di radiazione, l'entanglement è stato trasferito direttamente ai qubit. In termini semplici, la proprietà quantistica del campo a microonde si è trasformata nella proprietà intrinseca della materia dei processori. Il sistema non ha richiesto una selezione dei tentativi riusciti né correzioni esterne: il processo è avvenuto autonomamente non appena i segnali sono stati propagati.

I dati raccolti mostrano che lo stato di entanglement emerge in circa 300 nanosecondi e rimane stabile per almeno 10 microsecondi, o comunque finché il flusso di microonde continua a investire i componenti. Questo suggerisce che la radiazione esterna non si limita a creare il legame una sola volta, ma lo sostiene attivamente, semplificando enormemente la gestione temporale delle operazioni quantistiche. Sebbene il grado di correlazione raggiunto sia attualmente pari a circa un decimo della forza del segnale originale, a causa delle inevitabili dispersioni nei cavi e nelle componenti sperimentali, la prova di fattibilità è inconfutabile.

Guardando al futuro prossimo, questa tecnologia promette di rivoluzionare l'architettura dei computer quantistici distribuiti. Invece di tentare di costruire un unico processore gigantesco e instabile, gli ingegneri potranno progettare moduli quantistici più piccoli e interconnessi da flussi costanti di fotoni entangled. Per raggiungere questo obiettivo su scala globale, la sfida dei prossimi anni sarà la riduzione delle perdite di segnale e lo sviluppo di convertitori efficienti capaci di trasformare i fotoni a microonde in fotoni ottici, ideali per la trasmissione a lunghe distanze tramite fibra ottica. Siamo davanti alla nascita di una nuova infrastruttura per l'Internet Quantistico, dove la sincronizzazione tra nodi remoti non sarà più una complessa eccezione statistica, ma una costante operativa garantita dal campo elettromagnetico stesso.

Pubblicato Mercoledì, 29 Luglio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 29 Luglio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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