Nel settembre 2022, la NASA ha compiuto un passo cruciale nella difesa planetaria con la missione DART (Double Asteroid Redirection Test). Un veicolo spaziale di circa 570 kg, lanciato a una velocità di oltre 22.500 km/h, si è intenzionalmente schiantato contro Dimorphos, un asteroide satellite del più grande Didymos, formando un sistema binario. L'obiettivo primario era dimostrare la fattibilità di deviare un asteroide attraverso un impatto cinetico, una strategia vitale per proteggere il nostro pianeta da potenziali minacce cosmiche.
L'impatto ha superato le aspettative, riducendo il periodo orbitale di Dimorphos attorno a Didymos di circa 33 minuti, ben oltre le stime iniziali di 7-10 minuti. Questo risultato è stato amplificato dall'ulteriore impulso fornito dai detriti espulsi durante la collisione. Tuttavia, una recente ricerca ha rivelato che l'impatto di DART ha avuto conseguenze ancora più ampie del previsto.
Gli scienziati hanno scoperto che l'impatto non solo ha modificato i parametri orbitali interni del sistema binario, ma ha anche alterato l'orbita eliocentrica dell'intero sistema Didymos-Dimorphos attorno al Sole. Questo significa che, per la prima volta nella storia, l'umanità ha modificato la dinamica gravitazionale del nostro sistema solare, con implicazioni significative per il futuro.
I calcoli indicano che la velocità orbitale della coppia di asteroidi attorno al Sole è diminuita di 11,7 ± 1,3 μm/s, equivalenti a circa 42 mm/h. Di conseguenza, il periodo orbitale si è ridotto di frazioni di secondo (il periodo orbitale originale era di 770 giorni), e il raggio dell'orbita è diminuito di 0,72-2,36 km. In un decennio, questo spostamento accumulato porterà a una differenza di posizione del sistema di circa 3,69 km. In sostanza, l'orbita del sistema si sta restringendo attorno al Sole, avvicinandosi progressivamente alla Terra.
La certezza di questo cambiamento orbitale è supportata da una vasta quantità di dati, tra cui 22 occultazioni stellari, 5955 misurazioni da stazioni terrestri, 3 misurazioni di navigazione da DART e 9 misurazioni della distanza dal sistema. L'analisi statistica conferma l'alta affidabilità di questi risultati. Parte dell'energia dell'impatto e dell'espulsione dei detriti è stata trasferita al centro di massa del sistema, causando la deviazione osservata nella sua traiettoria eliocentrica.
Questo successo rappresenta un traguardo fondamentale per la difesa planetaria, dimostrando che un impatto cinetico è in grado di deviare sistemi asteroidali nelle loro orbite attorno al Sole. In caso di individuazione precoce di una minaccia, questa tecnica potrebbe prevenire una collisione con la Terra, anche considerando le minime variazioni di traiettoria. Ulteriori dettagli sul sistema Didymos-Dimorphos saranno forniti dalla missione Hera dell'ESA, prevista per la fine degli anni 2020. Hera studierà il cratere d'impatto, i detriti e la struttura degli asteroidi, dati essenziali per affinare i modelli matematici degli impatti.
La missione DART non solo ha dimostrato la nostra capacità di influenzare il movimento degli asteroidi, ma ha anche aperto nuove frontiere nella comprensione della dinamica del sistema solare e nella protezione del nostro pianeta da future minacce cosmiche. Il successo di DART rappresenta un passo significativo verso un futuro in cui saremo in grado di difendere la Terra da impatti catastrofici.

