Il mondo dello sci alpino trattiene il fiato in attesa di sapere se Federica Brignone, una delle atlete più amate e rispettate, potrà partecipare alle prossime Olimpiadi di Milano Cortina. Reduce da un infortunio che l'ha tenuta lontana dalle piste, la campionessa valdostana ha rilasciato dichiarazioni che lasciano intravedere sia la determinazione a farcela, sia la consapevolezza delle difficoltà che ancora deve superare.
"Tutti mi chiedono quando tornerò e se ce la farò per le Olimpiadi. Io a oggi non ho una risposta", ha confessato Brignone a Sky Sport, aggiungendo però un barlume di speranza: "Sì, penso di poterlo fare, non so ancora quando. Questi giorni mi hanno fatto capire che posso tornare a fare l'atleta e posso tornare a fare le gare, quantomeno in velocità".
La strada verso i Giochi Olimpici è però ancora lunga e disseminata di ostacoli. Brignone, reduce da un terribile incidente nello scorso mese di aprile, sta ingaggiando una vera e propria corsa contro il tempo per recuperare la forma fisica ideale e poter essere al via nella competizione più importante della sua carriera. La sua presenza a Milano Cortina, dove sarà anche portabandiera, rappresenterebbe un valore aggiunto non solo per la squadra italiana, ma per l'intero movimento sportivo nazionale.
"I Giochi sono un evento sportivo magnifico, è qualcosa dove senti veramente di appartenere a una nazione e di rappresentarla. Sportivamente è un'emozione bellissima", ha dichiarato Brignone, sottolineando l'importanza di questo appuntamento per ogni atleta. E proprio la possibilità di portare il tricolore è stata una motivazione in più per non mollare mai, anche nei momenti più difficili del recupero.
"Tutto il lavoro che ho fatto da quando mi sono fatta male l'ho fatto anche perché pensavo di poter essere una delle papabili per portare la bandiera. Certo, la scelta poteva ricadere su altri, però con i miei risultati e la mia carriera penso di essermelo meritato, quindi è stata un'emozione grandiosa", ha spiegato Brignone, visibilmente emozionata.
Ma al di là dell'aspetto emotivo, la priorità resta il recupero fisico. Brignone ha ammesso di sentirsi ancora in difficoltà nel gigante, la disciplina dove avverte maggiormente i dolori, mentre si è detta più fiduciosa per quanto riguarda le gare di velocità: "In gigante sto bene, però è dove faccio più fatica, con i dolori. Finora ho fatto superG e discesa, devo dire che in velocità va veramente bene. Questa è già un'ottima cosa".
Nonostante le incertezze, Brignone non rinuncia a sognare un futuro ricco di successi. Alla domanda se baratterebbe una delle sue due coppe del Mondo per un oro olimpico, la risposta è stata netta e decisa: "Mai nella vita. Non c'è proprio paragone. Perché la Coppa del Mondo generale vuol dire essere lo sciatore più forte del mondo in più discipline. Vuol dire fare tutte le gare e fare una stagione, o due nel mio caso, ad altissimo livello, tutti i weekend. Sì, la gara delle Olimpiadi è bella, è una grande emozione, ma è una singola gara. Quel giorno puoi spingere male e non andare a medaglia. Invece vincere una Coppa del Mondo è una pressione, uno stress che dura tutta una stagione: farlo due volte, più le coppe di specialità, è un qualcosa di completamente diverso a livello sportivo".
In conclusione, Federica Brignone affronterà le prossime settimane con la consapevolezza di dover dare il massimo per realizzare il suo sogno olimpico, ma senza farsi ossessionare dal risultato: "Non mi interessa. Se anche solo dovessi esserci sarà qualcosa di speciale. Non ci ho neanche pensato e non ci voglio pensare: una medaglia olimpica è una medaglia olimpica, la prendi e la porti a casa con gioia".

