Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha lanciato un chiaro messaggio al mondo del calcio durante il Luiss Sport Forum: è tempo di concentrarsi sui fatti e sulle riforme, più che sui nomi dei potenziali leader della FIGC. In un momento cruciale per il futuro del calcio italiano, con la presidenza federale contesa tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, l'intervento di Abodi punta a scuotere il sistema e a stimolare un cambiamento profondo.
Abodi ha esordito ricordando il paradosso dell'era Gravina, durante la quale un consenso quasi unanime non si è tradotto in un'effettiva evoluzione del sistema calcistico: "Il 98,7% dei voti ricevuti da Gravina alle ultime elezioni è la dimostrazione che non è la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti".
Il ministro ha sottolineato la necessità di una visione condivisa e di una collaborazione fattiva tra le diverse componenti del mondo del calcio: "Mi sono messo in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone, ma nella definizione dei programmi e nella loro compatibilità". Abodi ha ammonito che "se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono. Più che i candidati, mi interessano le cose da fare".
La mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali resta una ferita aperta e un monito costante. Abodi ha espresso la sua amarezza, sottolineando che "l'esperienza dolorosa dal punto di vista sportivo contro la Bosnia rischia di non avere neanche un senso". Ha aggiunto che "la sconfitta deve essere un motore per risolvere i problemi" piuttosto che un semplice trauma da dimenticare. Il ministro ha insistito sulla necessità di trasformare questa delusione in un'opportunità per una profonda riflessione e per l'implementazione di riforme concrete.
Di fronte alla persistente crisi del calcio italiano, Abodi non esclude un intervento esterno, come il commissariamento, qualora la politica sportiva dovesse fallire nuovamente. "Il commissariamento o anche le elezioni sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi, ovvero una riforma che consenta di recuperare competitività. A me qualsiasi strumento va bene basta che si confermi l'obiettivo, l'opinione pubblica si aspetta che un ministro faccia tutto ma ci sono delle regole da rispettare anche in termini di autonomia".
In risposta alle accuse di ingerenza politica mosse da alcuni, tra cui l'ex presidente federale, Abodi ha replicato con fermezza: "Ho imparato che la politica è sempre un riferimento in certi casi, quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro".
Sulla stessa linea, il senatore e presidente della Lazio, Claudio Lotito, durante l'audizione del ministro Abodi, ha invocato un intervento più deciso da parte del governo: "Noi siamo stati eletti per rappresentare gli interessi collettivi degli italiani. Ritengo che il Governo abbia la possibilità di nominare un commissario per la Figc, se c'è volontà di rifondare il calcio gli strumenti per farlo ci sono. Il tema è rifondare, al calcio servono riforme partendo dalla norma istitutiva. Si nomina un commissario di altissimo profilo internazionale, una commissione sportiva, sempre di altissimo profilo istituzionale e internazionale che suggerisce e supporta nella riscrittura delle norme, che potrà avvalersi di due sub-commissari, e questo sarà in carica fino al 31 dicembre 2028. In meno di un anno si è già sistemato tutto, perché i temi sono sempre gli stessi. È una questione di volontà".
Lotito ha criticato l'attuale sistema elettorale della FIGC, basato su una legge di 45 anni fa, inadatta alle dinamiche e agli interessi economici del calcio moderno: "Oggi noi andiamo a rifare le elezioni con una legge di 45 anni fa quando c'era un calcio romantico. Oggi gli interessi sono diversi, le ricadute sono completamente diverse. Oggi il 34% è dei Dilettanti, ma i soldi derivano dalla Serie A, il 20% è dei i giocatori, il 10% ce l'hanno gli allenatori; se si compattano i dipendenti… La Lega Serie A, che è la vacca che tutti mungono, sta al 18%. Come si può candidare una persona in un sistema dove non esistono maggioranze? Deve per forza scendere a compromessi".
Infine, Lotito ha commentato la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali, evidenziando il declino della nazionale: "Siamo passati da una Nazionale che era tra le prime 3 su 16 squadre, a oggi in cui non partecipiamo ai Mondiali con 48 squadre. Noi non dobbiamo trovare i responsabili, ma la cura ai problemi". La sua analisi sottolinea la necessità di un cambiamento radicale per riportare il calcio italiano ai vertici del panorama internazionale.

